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Dieci regole per arredare casa

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casa sulla cascata Frank Lloyd Wright

 

Vi sono delle regole universali per arredare casa?

Credo proprio di no anche se avrei dovuto intitolare questo post “le mie dieci regole”.

Non voglio quindi  avventurarmi  in disquisizioni filosofiche  di “ Estetica” ma semplicemente sintetizzare in pochi essenziali concetti le mie sensazioni e le mie deduzioni  dettate dall’esperienza.

Mi sono sempre chiesto nei 29 anni di lavoro perché alcune case risultavano più belle di altre.

Perché alcuni ambienti mi trasferivano belle emozioni ed altri mi provocavano tristezza .

Perché alcune case piccole ed essenziali arredate con poco più di niente mi affascinavano tanto che i clienti non credevano ai miei complimenti  mentre altre che i proprietari  volevano pubblicare su AD  io non le avrei inserite nemmeno nei giornalini di quartiere.

Ho cercato quindi di ricavare delle regole sforzandomi comunque di  dismettere il filtro del mio gusto personale nel tentativo di renderle il più oggettive possibili.

Non entrerò nei dettagli tecnici perché il mio obiettivo è quello di creare i giusti stimoli per un approfondimento e per non farvi sbagliare nelle scelte.

Ecco quindi dieci regole che vi consiglio di studiare attentamente.

 Ignorandole potreste rischiare di fare inutili errori.

        LA LUCE

        LA PROSPETTIVA

        LA COERENZA

        LA PERSONALITA’

        LO SPAZIO

        LA FUNZIONALITA’

        MODA  E TENDENZA

        LA STRAORDINARIETA’

        LA VITALITA’

        LA POESIA

 

LA LUCE

Close up of electric tungsten bulb illuminating
immagine web

L’elemento più importante è la luce.

Un ambiente mediocre ben illuminato è più bello di uno curato nei dettagli ma scarsamente illuminato.

Bisogna fare l’impossibile per catturare la luce naturale.

Ampie finestre in più punti della stanza, fori nel soffitto, pareti divisorie in vetro, oblò nei corridoi insomma dove e quando è possibile, catturate la luce naturale.

Evitate strutture fisse esterne come gazebo o verande chiuse che possano ridurre l’ingresso della luce.

In ambienti molto grandi non  accontentatevi di un’unica ,seppur grande, fonte di luce. E’ importante che la luce arrivi in modo uniforme in tutti i punti della stanza.

Per la luce artificiale è necessario prevedere varie fonti di illuminazione distribuite a seconda delle necessità.

Meglio tante piccole fonti di luce che un enorme lampadario al centro della stanza.

Prevedete luce diretta sui piani di lavoro, sui tavoli, nei posti di lettura o per evidenziare dettagli interessanti come quadri, mobili o strutture architettoniche.

Inserite lampade a luce soffusa per creare atmosfera e luce indiretta per illuminare gli ambienti.

Quindi prima di affrontare qualsiasi spesa ricordatevi di partire dal presupposto che senza una corretta illuminazione otterrete risultati insoddisfacenti  anche con mobili ed accessori di alta qualità.

Una buona illuminazione oltre a migliorare l’umore e migliorare la vista crea effetti magici e rende tutto più interessante.

LA PROSPETTIVA

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Vi sono dei punti  in una casa dai quali è necessario avere una visuale perfetta .E’ il punto preciso in cui si entra in casa o in una stanza qualsiasi, il primo metro quadro.

Insomma la prima impressione è quella che vale. Nel momento in cui entro in un ambiente devo avere una lettura chiara di quello che c’è e se ho una lettura incompleta o sgradevole difficilmente cambio la mia percezione.

Non serve entrare e dover cercare il giusto punto di osservazione allontanandosi , piegandosi o salendo su una sedia.

Evitate quindi di posizionare all’ingresso barriere visive, come spesso mi capita di vedere con i fianchi delle pareti attrezzate nei soggiorni o degli armadi nelle camere da letto o dei frigoriferi nelle cucine.

Create profondità e fate in modo che le cose più interessanti da vedere si vedano subito.

Provate a fare un disegno in scala del vostro ambiente e fate partire delle linee rette dall’ingresso verso tutte le direzioni . Capirete subito quello che sarà visibile e quello che resterà nascosto.

Dopo esservi assicurati una buona prima impressione sarà importante considerare i successivi punti di vista preoccupandosi sempre di avere una chiara lettura di ogni cosa.

Immaginatevi come un fotografo che voglia esser certo di prendere tutte la facce intorno ad una torta.

“Spostati”, “sorridi”, “piegati”, è quello che dovete dire ai mobili e agli oggetti della vostra casa.

Una buona prospettiva quindi migliora la lettura e potenzia gli effetti desiderati.

LA COERENZA

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Andreste in smoking in una serata tra amici vestiti casual?

Vi  fareste confessare da un sacerdote con una donna nuda tatuata sul petto?

Affidereste i vostri soldi ad un bancario con orecchino al naso e capelli fucsia?

Certamente qualcuno potrà dire “io mi sento a mio agio in smoking” o “adoro i preti alternativi” oppure “che c’è di male a colorarsi i capelli? Le apparenze ingannano!” o frasi del genere che in ogni caso sono delle eccezioni e non cambiano il fatto che non c’è coerenza nelle situazioni che ho citato.

Vi è un contrasto violento tra il concetto di “serata tra amici in relax e abbigliamento da cerimonia”;

tra “ sacro e profano”; tra “affidabilità legata tradizionalmente a giacca e cravatta e alla trasgressività poco rassicurante che trasferisce un’immagine punk”.

Per la vostra casa dovete prefissarvi un concetto e seguirlo  costantemente nelle scelte cercando di discostarvi il meno possibile.

Potete scegliere come concetto base “una casa accogliente” o “ linee minimali” o “una rassicurante tradizione”.

Come “l’oriente”,”il colore”,”l’originale”,”il rustico”,”il nordico”,”l’estate”,”l’autunno” e chi più ne ha più ne metta.

Ma non mescolate senza criterio i vari concetti e assicuratevi che la vostra scelta sia coerente con la struttura fisica che già avete.

Se ad esempio la vostra casa ha le porte in ciliegio o gli infissi in mogano e il pavimento in finto granito avrete difficoltà a creare le atmosfere dello stile nordico o la perfezione del minimal.

Se avete delle piccole finestre che partono da un metro da terra avrete difficoltà ad inserire coerentemente un “tatami”.

In una struttura in pietra potreste scegliere un arredamento high tech ma questa scelta dovete portarla fino in fondo.

Potrei continuare con ulteriori esempi ma lascio a voi il compito di approfondire questo argomento guardando da una nuova ottica la vostra casa e le vostre intenzioni di arredarla o completarla.

Di certo sono possibili forme di ibridazione degli stili e a volte sono estremamente interessanti.

Ma è una strada difficile da percorrere e serve oltre che buon gusto anche molta esperienza e un po’ di fortuna.

Quindi limitate al massimo i vostri errori andando sul sicuro:

scegliete il vostro concetto e seguitelo  con coerenza.

LA PERSONALITA’

In this photo released by the Sigmund Freud Museum in Vienna former Austrian psychoanalyst Sigmund Freud is pictured in his working room in 1938. Austria and the world will be celebrating Sigmund Freud's 150th birthday on Saturday May 6, 2006. (AP Photo/Sigmund Freud Museum)
Sigmund Freud

Ogni persona è unica. Possiamo trovare dei sosia o caratteri simili.

Possiamo tentare di raggrupparli secondo alcune caratteristiche ma di fatto non esistono due persone uguali in tutto e per tutto.

Dovremmo poter dire lo stesso delle case e per farlo è necessario che la nostra dimora rispecchi  il nostro mondo interiore.

E’ necessario quindi conoscersi approfonditamente e ricercare ,nell’arredare la propria casa ,la proiezione del proprio io, dei propri sogni e del proprio modo di vivere.

Questa ricerca vi consentirà di vivere in armonia nel vostro porto sicuro ma anche di dare alla vostra casa un’impronta unica che rispecchia appunto la vostra personalità.

Evitate quindi di seguire gli stereotipi e non imitate gli arredamenti visti sulle riviste o in casa di conoscenti.

Se vi rivolgete ad un arredatore chiarite quali sono le vostre aspettative e la giusta personalità che volete dare alla vostra casa.

Pensate se volete creare ad esempio un ambiente informale oppure vi piace l’idea dell’ordine e del rigore.

Se vi piace stare in compagnia ed ospitare amici e parenti o se preferite vivere lontano dagli sguardi.

Se amate i colori accesi o quelli spenti.

Se vi piace cambiare spesso o se vi piace l’idea di dare subito un’impronta definitiva.

Gli arredi hanno il loro linguaggio e bisogna imparare a dialogare con loro.

Nella chiarezza e nella forza di questo dialogo si esprime tutta la personalità della vostra casa.

LO SPAZIO

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Immaginate di partire per una vacanza e di dover riempire la vostra valigia.

Valutando lo spazio disponibile dovrete fare una attenta selezione di quello che dovete portare con voi.

Questo si, questo no, come sarà il tempo eccetera.

Dovrete quindi eliminare il superfluo e forse rinunciare a qualcosa che avreste portato con voi volentieri.

Poi dovete disporre con molta cura abiti ed oggetti per evitare sprechi di spazio .

Infine dovete evitare di riempirla al massimo per poterla chiudere agevolmente, per limitarne il peso e perché vi servirà dello spazio per riporre al ritorno i vostri nuovi acquisti e i ricordi della vostra memorabile vacanza.

Nell’arredare la vostra casa dovete comportarvi nello stesso modo.

State per fare un viaggio molto importante e non potete permettervi di sbagliare.

Se acquistate un divano di troppo o un tavolo troppo grande potreste trovarvi a decidere se saltarvi su per circolare per casa o tentare di vendere i mobili di troppo al vicino o a metà prezzo su Ebay.

Potrà sembrarvi scontato ma non lo è assolutamente.

Mi capita ripetutamente di combattere con clienti che sopravvalutano lo spazio a disposizione ed è difficile smontarne le  aspettative.

Molti scambiano la propria ventiquattrore con la borsa di Mary Poppins  ed accade così frequentemente che ho cercato di capire cosa si cela dietro questa ripetuta ed errata valutazione.

Da un lato vi è un’ innocente ignoranza , dall’altro la voglia di riempire e non volere rinunciare a nulla.

Dovete attentamente valutare i volumi reali di quello che inserite preoccupandovi di lasciare lo spazio vitale per muovervi .

Rinunciate così a farcire le camere per ragazzi di guardaroba da usare personalmente a favore di spazio dove i bambini possano giocare ed ospitare gli amici del cuore.

Lasciate in cucina lo spazio per piegarvi, allontanarvi, aprire cassetti e cestoni.

Prevedete di poter star seduti comodamente intorno ad un tavolo e lasciare dietro di voi lo spazio per far passare qualcuno.

Lasciate libere le vie di transito verso porte, finestre ed altri ambienti.

Fatevi seguire da un esperto o se volete far da voi e non sapete usare un programma di grafica fate questa semplice operazione.

Dopo aver fatto un rilievo della stanza, fate una pianta in scala uno a venti.

Niente paura è semplice! Basta saper contare di due in due .Un millimetro sulla riga corrisponde a 2 centimetri;1 cm a 20 cm; 5 cm ad 1 metro.

 Quindi se avete ad esempio una parete di mt. 3,20 dovete tracciare 16 cm. O lo fate direttamente sul righello contando a due a due o dividendo 320:20=16.

Dopo aver disegnato in scala la vostra stanza ora ritagliate su di un foglio di carta, possibilmente colorato, le sagome degli arredi che volete inserire utilizzando la stessa scala.

Quindi per simulare un divano tre posti basterà fare un rettangolo di cm 4,5 x 10 (cm 90 x 200) e così via.

Posizionate le sagome realizzate e divertitevi.

Questo gioco lo faccio spesso con i miei clienti per farli interagire e funziona meglio di un rendering di alto livello.

Prima di avventurarvi in facili acquisti valutate quindi lo spazio di cui disponete e partite dal presupposto che certamente state sopravvalutando lo spazio a disposizione.

LA FUNZIONALITA’

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Negli anni settanta ricordo che le auto familiari erano poco apprezzate, forse perché etichettate come macchine da lavoro. Ora le station wagon sono più gradite delle berline.

Nella cucina componibile italiana il frigorifero di libera installazione era considerato antiestetico e gli veniva preferito quello ad incasso. Ora si preferisce il frigo free standing.

Cosa dire dei suv? E delle monovolume? Della finta pelle? Del laminato effetto legno?Del finto marmo?

Del gres effetto parquet?Degli infissi in pvc?

Quello che hanno in comune queste evoluzioni del gusto nasce dalla ricerca di maggiore funzionalità.

Il funzionale finisce per cambiare il gusto e diventa bello anche quello che prima ci sembrava orribile.

Nel mio lavoro mi capita spesso di leggere nelle espressioni dei miei clienti una notevole soddisfazione di fronte ad armadi molto capienti, a piani di lavoro grandi e maltrattabili, a divani comodi il cui comfort è intuibile già dalle forme.

E’ scontato che ogni prodotto che acquistiamo deve servirci a qualcosa e ci deve facilitare la vita.

Quello che è meno ovvio è che il giudizio estetico risenta della minore o maggiore funzionalità ma questo accade frequentemente.

Se si sceglie ad esempio con molta cura un divano valutandone solo gli aspetti estetici e poi con l’uso ci risulta scomodo , finiremo per odiare quel divano e nelle scelte successive, i divani con caratteristiche analoghe li scarteremo perché ci risulteranno brutti oltre che scomodi.

La stessa cosa vale per materiali nobili ma poco resistenti, per mobili essenziali ma poco capienti e per prodotti che hanno deluso le nostre aspettative perché valide per una funzione ma non adeguate per le nostre specifiche esigenze.

Naturalmente bisogna considerare anche la soggettività nella valutazione del “funzionale”.

Quello che è funzionale per alcuni potrebbe non esserlo per altri.

Un tavolo in legno massiccio può essere funzionale per chi cerca resistenza ma scomodo per chi deve spostarlo continuamente.

Una superficie lucida può essere per alcuni facile da pulire perché molto liscia e scomoda per altri che vedono le impronte.

L’acciaio è bellissimo per alcuni  ed  odiato da altri e sapete perche?

Pensate che sia un problema estetico?

Niente affatto è tutto legato alla facilità della manutenzione, ovviamente soggettiva.

Gli allergici alla polvere non amano i tappeti, i letti tessili,i tendaggi, gli armadi a persiana, il rattan.

Problemi di gusto? Certo ma legati alla difficoltà di spolverare.

Prima di acquistare un mobile chiedetevi quindi a cosa vi serve e accertatevi che quello che state scegliendo vi soddisfi pienamente sotto l’aspetto funzionale.

Non dico che dovete scegliere un prodotto funzionale ma brutto per voi.

Dico che se non risponderà pienamente alle vostre necessità, prima o poi finirete per odiarlo.

MODA  E TENDENZA

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Nell’abbigliamento si segue la moda che cambia continuamente e il nostro guardaroba va rivisto periodicamente.

Anche l’arredamento è soggetto a mode e tendenze ma non possiamo certamente cambiare i nostri arredi con la stessa facilità.

Alla fine degli anni ottanta esplose la moda dell’erable  (un’essenza ricavata dall’acero con effetto puntiforme),proposta in grigio, grigio verde ed in seguito in altri colori.

I negozi erano pieni di mobili in erable e la gente chiedeva solo erable.

Dopo qualche tempo se volevi offendere qualcuno , bastava gli proponessi l’erable e dopo poco aumentarono sensibilmente le richieste di permute.

La stessa sorte è capitata ai mobili juventini (bianco e nero), milanisti (rosso e nero) e per fortuna a nessuno è venuto in mente di lanciare la moda del nerazzurro, non perché sono anti interista ma semplicemente perché questi due colori insieme non sono gradevolissimi nell’arredamento.

C’è stato il teak, il wengè, il rovere chiaro, il frassino,il palissandro, l’etnico, tutti passati più o meno di moda.

Anche nell’arredamento tradizionale ci sono state le mode.

Il mogano color melanzana, la radica di ulivo,i letti in ottone o ferro battuto,il “classico contemporaneo”(??), le smielature  con strass e Swarovski e così via.

Il risultato di seguire la moda è purtroppo quello di vedere il proprio arredamento un po’ vecchio dopo poco tempo.

Cosa fare quindi?

Se avete molti soldi potete anche non preoccuparvi e l’industria del mobile vi ringrazierà.

Se non disponete di grandi risorse finanziare ma vi piace essere sempre in prima linea con le mode vi converrà spendere il meno possibile ed acquistare prodotti economici e in questo caso vi ringrazierà la grande distribuzione.

Un’ altra possibilità è seguire le tendenze, che a differenza della moda sono più durature.

Le tendenze sono meno esplosive, sono discrete, non vengono sfruttate dalle aziende in modo massiccio perché in apparenza non danno risultati immediati ma a lungo tempo finiscono per diventare dei classici.

L’arredamento caldo con essenze tipo il noce nazionale e colori morbidi, il letto tessile, la cucina con gola,

il bianco,il divano in lino sono alcuni esempi di tendenze apparse discretamente sul mercato  negli anni passati ma ancora attuali.

Se volete quindi evitare di acquistare mobili che prima o poi vi sembreranno superati , lasciate stare le mode e rispettate il capitolo della “Personalità”, ricercando nelle “Tendenze” quello che vi soddisfa pienamente.

Il vostro portafogli  vi ringrazierà.

LA STRAORDINARIETA’

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Drogheria Grossi Milano
Drogheria Grossi Milano

Da bambino adoravo andare alla drogheria “Ramunni”.

Vi si vendeva di tutto , dal petrolio alle caramelle, merceria e giocattoli, prodotti per il mare, per il carnevale e per ogni evenienza. Un mondo incantato con i suoi misteri e i suoi odori e la cosa che mi affascinava di più era uno scaffale integrato che mascherava un passaggio segreto.

Di tanto in tanto Ramunni  faceva ruotare lo scaffale con una semplice manovra meccanica liberando così il passaggio verso un posto segreto cui poteva acceder solamente lui.

E’ davvero strano che a distanza di quasi cinquant’anni  io conservi questo ricordo che mi capita di condividere spesso con i miei coetanei.

  Questo scaffale era diverso dagli altri e non più bello o più curato o più prezioso o più colorato.

Era diverso ed era appunto “straordinario”.

La sua straordinarietà ha fatto si che prendesse un posto di primo piano nella mia mente e non ho particolari ricordi di nessun altro scaffale visto in altri negozi frequentati nella mia infanzia.

La stessa cosa vale per le centinaia di case in cui sono stato.

Ho visto case molto curate, ben arredate e ben strutturate ma della maggior parte ho ricordi sfuocati.

Quelle che ricordo meglio sono quelle che avevano qualcosa di straordinario.

Un giardino d’inverno delimitato da pareti in vetro al centro di un soggiorno;

una vecchia casa nel centro storico di Noci di appena trenta metri, restaurata con grande cura e rispetto dei materiali originali recuperati pazientemente;

un semplice appartamento  con le pareti tutte di colore diverso;

una casa con un pavimento in monocottura manuale di colore azzurro;

i trulli ….  sono così straordinari che non mi stanco mai di guardarli e mi meravigliano ancora .

Questi sono alcuni esempi e non c’entra la dimensione o la qualità o la perfezione.

Lo straordinario è quello che non ti aspetti e se volete una casa memorabile dovete osare e non temere.

Pensate alla “casa sulla cascata” di Wright . è certamente un capolavoro architettonico di integrazione della tecnica e della natura , ma di certo quello che stupisce è la cascata senza la quale non sarebbe certo passato alla storia.

  Solo ad un sognatore folle poteva venire in mente un’opera del genere ed un pizzico di follia è l’ingrediente indispensabile, ingrediente che spesso ci manca.

Se volete quindi rendere la vostra casa” straordinaria”, sognate e pensate a qualcosa di diverso con un po’ di follia e poi trovate il coraggio di realizzarlo.

LA VITALITA’

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Esistono le case intese come “focolare” e quelle che si ispirano ai musei.

Ci sono case perennemente disordinate che mi rendono felice perché al loro confronto la mia, che non è certo un esempio di ordine supremo, sembra una moneta appena coniata.

E giustamente mi viene detto “scusa il disordine” ed io celando la mia soddisfazione rispondo”vedessi la mia!”

Ci sono poi case perfette,con il parquet senza un graffio, con gli oggetti al loro posto, pulitissime, senza nemmeno un mazzo di chiavi sul tavolo, senza l’ombra di una pantofola che spunta dal letto. Normalmente anche in queste case mi viene detto “scusa il disordine”

e a me verrebbe di rispondere “non ti preoccupare capita a tutti!”.

Ci sono quindi case in cui entro volentieri ed altre da cui voglio scappare.

A voi piace la “casa casa” o la “casa museo”?

Vi sentite a vostro agio in una casa in cui entrando sapete dove mettere i piedi o in una in cui vedete delle pattine ai lati della porta e siete terrorizzati perché il padrone vi potrebbe intimare un cambio di scarpe e non ricordate se i vostri calzini sono bucati?

Vi piacciono le librerie piene di libri vecchi e nuovi e grandi e piccoli, con tutte le copertine colorate e  rotte o preferite le librerie con i libri tutti dello stesso colore o con libri finti(giuro che li ho visti davvero!) ?

Vi piace parlare con una persona imperfetta in carne ed ossa o con un bellissimo manichino?

Vi piace assistere ad uno concerto dal vivo o preferite il play back?

Io non ho dubbi e spero che siate del mio stesso parere.

Ma la cosa davvero strana è che mi è capitato tante volte di entrare in case museo e quasi sempre vi era la mano di un architetto o di un arredatore.

Non è certo colpa del professionista che ha fatto molto bene il suo lavoro ma piuttosto del cliente che pensando alle case della pubblicità ha dimenticato che una casa senza vitalità è come una bambola gonfiabile per fare l’amore o un caminetto con la fiamma disegnata sul vetro per riscaldarsi.

Rilassatevi e pensate che la casa va vissuta pienamente da voi e dalla gente che amate.

Non imitate le riviste i film e i negozi di arredamento(compreso il mio)e sforzatevi di rendere viva e vera la vostra casa.

Se avete bambini non tarpategli le ali , se avete amici non metteteli a disagio.

Se volete arredare per bene la vostra casa non dovete tralasciare il concetto di vitalità perché ne è parte integrante e quindi imprescindibile.

LA POESIA

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Immaginate di dare ad un bambino  un sacchetto con dentro le parole di una grande poesia d’autore e di fargliele disporre a suo piacere ma ordinatamente su di un tavolo.

Quante possibilità ha il piccolino di ricomporre perfettamente la poesia originale?

Il risultato sarà presumibilmente disastroso anche se le stesse parole formano nel giusto ordine una grande poesia.

La poesia suscita emozioni perché l’autore sa come rendere il contenuto vibrante ed evocativo scegliendo ed accostando le parole in modo profondamente personale.

E’ necessario quindi pensare i singoli mobili come fossero parole, i colori come fossero aggettivi, lo spazio la punteggiatura e l’ambiente intero una poesia che esprime un  profondo sentimento.

Potete esprimervi in prosa o in poesia nella vostra casa ma evitate di estrarre le parole dal sacchetto come il nostro piccolo amico e disporle tanto per colmare degli spazi.

Arredare è un’ arte e sta a voi decidere se parlare o bestemmiare, cantare o stonare, sussurrare o urlare ,

stare  bene nella vostra casa o starci male.

Michele De Biase

Michele De Biase presentazione

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18 pensieri su “Dieci regole per arredare casa

  1. Ottimo articolo. Ninfa Lucchesi

  2. Complimenti!! Mi stai proprio simpatico e anche io la penso come te…..evviva il disordine affettuoso !!

  3. Grazie Silvana anche tu mi stai simpatica! Continua a seguirmi!

  4. Complimenti per la preziosa ricetta di consigli.
    E soprattutto per la passione per il tuo lavoro che traspare tra le righe e che arriva direttamente al lettore.
    Grazie

  5. Grazie a te Marino per aver letto il mio articolo e per aver commentato positivamente.

  6. per caso ho letto questo articolo e devo dire che è veramente illuminante
    grazie della passione
    Francesco

  7. Grazie a te Francesco.

  8. Grazie degli stupendi articoli, sono molto informativi e mi stanno aiutando ad orientarmi, in particolare sulle cucine. Peccato che ci troviamo in Toscana… Saluti!

  9. Ciao Dario, grazie per il commento e continua a seguirmi!

  10. […] “Le dieci regole per arredare casa”  dove trovi una descrizione completa di questo importantissimo concetto. […]

  11. Bellissimo articolo… peccato io abiti lontano da Bari.. sarei venuta da voi per arredare casa.

  12. Grazie mille Leona, peccato davvero!

  13. Ciao Michele,

    sono capitata sul tuo blog mentre sono alle prese con la mia prima esperienza di casa: una casa che non ho scelto, “è capitata”, e che non vedo l’ora di rendere davvero casa, insieme al mio compagno. Mi piace molto il modo in cui scrivi, naturalmente ne apprezzo il contenuto, molto utile ed interessante, ma soprattutto mi colpisce percepire l’entusiasmo che hai per il tuo lavoro. Grazie!

    Simona

  14. Grazie Simona, sei molto gentile. In bocca al lupo per la tua prima esperienza di casa.

  15. Complimenti vivissimi, cercavo da tempo degli articoli che spiegassero bene tutti i concetti che hai espresso, ne ho letti tanti ma nessuno come il tuo. Scrivi BENISSIMO!, mi hai emozionato e soprattutto hai reso chiarissimo ogni punto. GRAZIE
    Alessandra

  16. Grazie a te Alessandra, mi hai emozionato anche tu!

  17. Beh, che dire? Grazie per questo articolo scritto con passione e molta competenza… sono alla mia terza casa pertanto ho ben chiari i concetti di funzionalità, luce, coerenza e spazi… peccato vivere tanto lontano da te, mi sarebbe piaciuto molto potermi confrontare sulla poesia!
    Grazie, Milena

  18. Bellissimo commento Milena!
    Grazie a te in bocca al lupo per la terza casa!

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