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Un lungo corridoio anni 60. Demolire?

Devi ristrutturare una casa anni 60 con un lungo corridoio e non sai cosa fare?

In questo articolo troverai un chiaro esempio di cosa fare e potrai prendere spunti da applicare con facilità.

Nell’articolo “Dieci modi di sfruttare un pilastro” ho preso in esame una casa costruita negli anni 60/70, caratterizzata da un lungo corridoio e nel cercare soluzioni che in realtà erano concentrate sullo sfruttamento o il mascheramento di un pilastro, mi è venuto in mente di scrivere un articolo su come ristrutturare una casa con le caratteristiche costruttive di quel periodo.

Io ho vissuto in una casa di questo tipo dal 1972 al 1977 ,  dall’età di dieci a quindici anni ed è stata un’esperienza meravigliosa tanto che a distanza di oltre quarant’anni mi capita di riviverla nei miei sogni e di risvegliarmi con il desiderio di riabitare in una casa così.

Certo è strano che dopo aver demolito decine e decine di corridoi a favore degli ambienti unici io sotto sotto, conservi un bel ricordo di una casa così distribuita.

Potrebbe essere nostalgia?

Giocavo a pallone, utilizzando per fare goal,  la porta del bagno da una parte  e il muro  che si trovava sul lato opposto a circa 15 metri di distanza  e avendo vissuto fino ad allora in una casetta di 40 metri insieme a mamma, papà, mio fratello, mia sorella e mio nonno mi sembrava di stare in un castello fatato.

Nella vecchia casa facevamo il bagno in una tinozza di zincocasa anni 60 la domenica mattina, mentre in quella nuova c’era una grande vasca da bagno che io avevo desiderato così tanto che l’avevo  sopravvalutata al punto da costringere  mia madre a comprarmi maschera e pinne convinto che mi sarebbero servite.

Chiaramente non mi persi d’animo quando feci il mio primo bagno nella grande vasca e per nascondere la mia delusione indossai comunque maschera e pinne e mi tuffai utilizzando un po’ di immaginazione per sopperire alla mancanza di profondità.

A parte i miei vecchi ricordi il quesito è : conservare o demolire?

Meglio il corridoio o gli ambienti aperti?

La valutazione deve essere sia di natura estetica che funzionale e ho sempre sostenuto nei miei articoli che sia l’una che l’altra sono estremamente soggettivi.

Ma analizziamo una tipica abitazione di quel periodo

appartamento anni 60

Piccolo atrio di ingresso come disimpegno, lunghi corridoi, camere a tenuta stagna, sale da pranzo da usare solo nelle occasioni speciali, un solo bagno con antibagno uso lavatoio (tanto era già un lusso rispetto alla tinozza), spazio a volontà (tanto il riscaldamento costava pochissimo), rigore e scarsa fantasia ma…

grande ordine, privacy, facilità di gestione.

Vediamo quindi la soluzione

Appartamento anni 60 ristrutturazione

 

Innanzitutto bisogna tener conto delle ipotetiche richieste di un cliente in fase di ristrutturazione.

  1. Netta divisione tra zona giorno e zona notte
  2. Zona giorno e cucina comunicanti
  3. Ingresso con ampia visuale con effetto open space
  4. Corridoi luminosi
  5. Un secondo bagno
  6. Massima conservazione dell’originale

Incominciamo dalla prima richiesta

Netta divisione tra zona giorno e zona notte.

Divisione zona giorno zona notte

Come si evince dal dettaglio, ci sono due ingressi distinti per le zone giorno e notte e le due zone sono autonome.

Zona giorno e cucina comunicanti.

Appartamento anni 60 open space

I due ambienti sono resi comunicanti da un’ampia porta scorrevole a vetro che all’occorrenza può restare chiusa per isolare odori e disordine.

Ingresso con ampia visuale open space.

Apopartamento anni 60 ingresso

L’abbattimento della parete d’ingresso e l’apertura della porta scorrevole in cucina hanno consentito una più ampia visuale rispetto alla precedente.

All’interno del soggiorno la profondità aumenta.

Corridoi luminosi.

parete vetro  L’unico modo di avere luce nel corridoio è quello di sostituire le pareti preesistenti con delle pareti in vetro.

Il vetro potrebbe essere trasparente, semitrasparente o opale e in ogni caso, oltre a garantire luminosità al corridoio, può conferire una maggiore profondità e di certo uno speciale effetto scenico.

Un secondo bagno

Appartamenbto anni 60 bagni  Sicuramente impossibilitati a creare un bagno in un’altra zona della casa, ho ottimizzato l’antibagno trasformandolo in bagno di servizio per una camera.

Naturalmente è possibile, spostando l’ingresso, renderlo fruibile per tutti e magari anche per gli ospiti.

sol. bagno 2  Massima conservazione dell’originale.

pareti abbattute

In rosso sono evidenziate le pareti abbattute e come puoi notare sono davvero poche a fronte di uno cambiamento radicale della distribuzione degli ambienti.

Le pareti in vetro in realtà sostituiscono quelle in muratura ma contribuiscono a “preservare” l’idea originale della struttura rendendola però più adeguata ai tempi.

Ecco un possibile effetto guardando dall’interno della cucina

appartamento anni 60 parete vetro

 

Nel caso di vetro trasparente, la parete di fondo del corridoio può essere impreziosita da una carta grafica.

Pianta dall'alto casa anni 60

Niente male vero?

Se hai un appartamento con caratteristiche simili non ti scoraggiare perché come ti ho dimostrato, la soluzione è semplice, soprattutto se ti rivolgi ad un bravo progettista.

Michele De Biase

 

 

 

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2 pensieri su “Un lungo corridoio anni 60. Demolire?

  1. Gentile Michele Di Biase,
    ho apprezzato la Sua soluzione e mi sono immedesimata quale inquilino di questo appartamento.
    Proporrei di sostituire le pareti in vetro, che senz’altro hanno valenza scenografica e di sfruttamento della luminosità, ma a discapito della privacy della zona notte e impegnative per la pulizia che richiedono. Preferirei faretti lungo il pavimento del corridoio, una parete in muratura in cucina con la sola parte alta (ultimi 80cm) in vetro. Dietro la scrivania farei una libreria angolare tutta parete.
    Ottima la soluzione per i bagni e l’open space.
    Nel ringraziarLa per le belle proposte ed interessanti consigli che pubblica, continuerò a seglirLa con curiosità.
    Buona serata, Daniela Margiotta.

  2. Grazie Daniela per il commento e per il suggerimento. Senza dubbio anch’io avrei fatto la stessa proposta se avessi letto un articolo così, perché è comunque preferibile una maggiore funzionalità alla scenografia. In ogni caso la privacy si può ottenere anche con un vetro non trasparente, come ho già scritto, ma soprattutto ho il compito di non deludere i miei lettori per cui sono alla ricerca di soluzioni che abbiano qualcosa di “diverso”. Grazie ancora e continui a seguirmi.

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