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Un Divano a Prova di Gatto

UN DIVANO A PROVA DI GATTO

ZOE

 

TULLIO

Tullio, il mio gattino trovatello, ha annullato tutte le nostre precauzioni sui nostri divani, graffiando, sfibrando, sfilacciando,abbruttendo ed invecchiando ogni bordo tessile sul quale le affilatissime unghie passavano per diletto.

Così mi è venuta una grande idea:

Perché non regalare a tutti i nostri clienti un bel gattino?

La vita media di divani, sedie e accessori tessili si ridurrebbe e i miei affari… ok ok scherzavo anche perché faccio parte della famiglia degli amanti degli animali ( non per questo voterò Movimento Animalista che me par na strunzat!) e non sfrutterei i miei piccoli amici per i miei sporchi affari.

Detto questo, partendo dalla mia personale necessità di proteggere i miei divani da Tullio e proteggere Tullio dai miei accessi d’ ira ( ma quando mai?) sono andato alla ricerca di un tessuto a prova di gatto.

Ed è così che ho trovato un tessuto resistentissimo e in grado di sopravvivere alle mascalzonate dei nostri piccoli amici.

Leggi un po’ qui

 

 

Quindi come puoi vedere le premesse sono ottime e questo tessuto è valido sia per convivere serenamente con piccoli animali come cani e gatti , sia per combattere contro piccoli animaletti invisibili che si annidano nei tessuti tradizionali.

Questo tessuto ci aiuta anche a gestire gli  animali più grandi, tipo gli “Umani” piuttosto sgraziati che rovesciano caffè, coca cola, gelato e lasciano cadere la fetta di pane burro e marmellata di mirtilli che inevitabilmente finisce sul divano dalla parte giusta, quella farcita.

Questi “Umani” non ci faranno più paura.

Ma  non temeremo più i jeans borchiati, le chiavi in tasca, i tessuti scadenti che si stingono, i capelli grassi, gli starnuti, le scarpe appena lucidate.

Più spazio anche ai bambini, soprattutto a quelli degli altri, che non guarderemo più con apprensione.

Libertà infine per chi vive sul divano e lo preferisce al materasso sia per dormirci che per fare l’amore.

Ma torniamo al tema principale, il divano a prova di gatto.

 

Proprio oggi ho consegnato un divano con queste caratteristiche e la mia cliente ha subito postato le immagini su Facebook:

 

Grazie Eva D’Errico per la tua recensione !

In privato Eva mi ha simpaticamente riferito che Zoe non ci ha nemmeno provato ad affondare i suoi artigli perché scoraggiata dalla resistenza del tessuto.

Ed Eva grazie al suo entusiasmo non si è limitata a rilasciare questa graditissima recensione ma mi ha già accennato che acquisteranno, per la loro meravigliosa struttura ricettiva, delle nuove sedute con questo tessuto (se hai pensato di venire in vacanza ad Alberobello, ed ami la nostra natura, la nostra storia e  la nostra tranquillità non puoi non andare in questo posto che racchiude in se tutto il fascino della Puglia  www.masseriatorricella.it)

 

AGRITURISMO MASSERIA TORRICELLA

 

Sono disponibili varie colorazioni e varie trame e se vuoi saperne di più visita il sito Aqua Clean.

 


 

Se invece vuoi toccare con unghia di persona vieni a trovarmi ad Alberobello e naturalmente… porta con te il tuo gattino!

 

Michele De Biase

 

 

Michele De Biase
Ho 55 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

 

 

 

 

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Fazzini

FAZZINI E IL FASCINO DELLA QUALITÀ

In tempi di crisi e di low cost c’è qualche matto che continua a credere nella qualità, nei materiali di primissima ESSERE 4scelta, nel legno e le sue venature fiammate, negli interni rifiniti anche se non si vedono, nella robustezza e nella bellezza che inevitabilmente ne deriva.

 

Renato Fazzini, venuto a mancare poco tempo fa, disprezzava le mode e tutti coloro che vendono prodotti economici.

Fazzini non accettava la tendenza assai comune del  “è figo spendere poco”  e ora che  il timone dell’azienda è passato ai suoi figli sono contentissimo che loro impunemente continuano imperterriti a perpetrare i delitti di famiglia.

Antonio, Andrea e Giuseppe sono riusciti nell’impossibile impresa di credere ancora nella “qualità visibile” tipica degli artigiani

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e allo stesso tempo permettere ai suoi partner rivenditori di abbassare il prezzo di vendita con il risultato di risultare competitivi anche nei confronti delle aziende che ne hanno copiato (con pessimi risultati estetici) la modellistica.

Si perché Fazzini ha inventato il curvo con il modello Marylin che io stesso ho presentato alla “Fiera Del Levante” del 1996 con un successo unico in tutta la mia storia.

Dopo quel grande successo sono proliferate le imitazioni, anzi le brutte copie e incredibilmente molte delle aziende “Pirata” sono scomparse mentre FazziniSchermata-2015-03-13-alle-12.00.38 (1) è ancora sul mercato con grande forza e vigore in collaborazione continua con il disegnatore che li segue dai tempi della Marilyn, Ivano Parma, simpaticamente soprannominato dai suoi amici Lucio Dalla
per la sua somiglianza con il grande cantautore.

Alla Marylin ancora in produzione (a testimonianza della longevità delle linee) si sono aggiunte nuove collezioni, tutte riconoscibili e fortemente caratterizzate da una forte identità, un marchio di fabbrica unico e davvero inimitabile.

Le immagini parlano da se…

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Chiunque osserva da vicino i prodotti Fazzini percepisce immediatamente la differenza con gli altri comuni mobili e chi se ne innamora li acquista e conserva nel tempo il proprio entusiasmo, il piacere e l’orgoglio della propria scelta.

Ho clienti che a distanza di anni mi richiedono prodotti Fazzini per completare il proprio arredamento e conservano il ricordo del loro acquisto con tutti i dettagli, dal momento della  scelta al prezzo concordato, dal momento del montaggio con  tutti i piccoli eventi collaterali alla soddisfazione che hanno provato mostrando i loro prodotti a parenti e amici.

C’è una piccola pecca nella produzione Fazzini e riguarda la scarsa componibilità.

In un’ era in cui la maggior parte della clientela richiede armadi su misura per il massimo sfruttamento dello spazio e pareti attrezzate componibili per una migliore personalizzazione, Fazzini risponde con soluzioni standard e poche variabili soprattutto nelle dimensioni.

Di questo grave “peccato” di cui Antonio dà ampie spiegazioni che riguardano soprattutto la ottimizzazione dei processi produttivi e l’abbattimento dei costi, la ditta Fazzini ne è consapevole e si fa ampiamente perdonare con una pressoché infinita serie di finiture disponibili.

In pratica è possibile scegliere  un armadio della ditta “Pinco” di un colore ad esempio “frassino venato verde lucertola” e Fazzini ti fa il letto dello stesso colore.

Basta inviare un campione e il problema è risolto.

Nella maggior parte dei casi la personalizzazione del colore non comporta nessun sovrapprezzo.

Non ti resta che toccare con mano il prodotto e richiedere un preventivo.

Ho  inserito nel mio showroom diversi ambienti Fazzini e possiamo consegnare ovunque, paesi esteri inclusi.

Per qualsiasi chiarimento puoi contattarci :

080 432 29 60 

linea3arredamenti@linea3arredamenti.it

oppure venirci a trovare direttamente ad Alberobello

via D. Aversa 44

 

Michele De Biase

 

 

 

 

 

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 10

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Ultimo capitolo della serie sulla zona giorno, letta da oltre diecimila appassionati in meno di un mese.

Prima di continuare vorrei ricordarti che la maggior parte dei consigli che hai trovato sono estensibili a tutti gli ambienti della casa e il contenuto degli ultimi due articoli va ben oltre l’arredamento ed è valido in tutti i settori ed in modo particolare nel campo delle relazioni e delle vendite.

Non ho mai fatto i conti di quanto mi sia costata la mia formazione ma non c’è dubbio che si parla di svariate decine di migliaia di euro e se mi fosse capitata la fortuna di trovare gratutitamente informazioni come quelle che sto dando nei miei articoli, sicuramente avrei parecchi soldi in più sul mio conto corrente.

Quindi ti chiedo con forza di non fare l’errore tipico di sottovalutare questo tipo di “informazione” solo perchè è gratis.

L’informazione sta alla mente come il latte materno sta al bambino.

Prima di proseguire rileggi il capitolo precedente:

LA CATEGORIA

 

Fa maggiore. In questa categoria ci sono coloro che attivamente ricercano il modo di faciltarsi la vita.

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Caratteristiche salienti

I Fa maggiore non sprecano risorse ed utilizzano la loro intelligenza per cercare scorciatoie.

Ogni cosa deve essere fatta con lo sforzo necessario e sufficiente e tutto il tempo che riescono a guadagnare viene utilizzato per il proprio piacere.

Scelta degli arredi

Gli arredi vengono scelti anche in base all’interlocutore che deve essere in grado di risolvere agevolmente tutti le problematiche in breve tempo.

Le problematiche riguardano la praticità e  la funzionalità che spesso precedono l’estetica.

Nella zona giorno del Fa maggiore trovano posto divani comodi e facilmente sfoderabili, lineee poco impegnative, mobili facili da pulire e stili che non passano di moda perchè una volta fatto l’acquisto è preferibile non perdere tempo a rifarlo.

Amano il chiavi in mano e delegano le scelte più complicate all’arredatore.

Fa minore. Nella categoria del Fa minore ci sono quelli che si  facilitano la vita accettando più o meno tutto quello che gli capita, a condizione che questa accettazione non comporti nessuno sforzo e men che meno alcun sacrificio.

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Caratteristiche salienti

I Fa minore sono lenti nel parlare, lenti nei movimenti e a differenza di quello che dice il proverbio non vanno molto lontano.

Conducono una vita orgogliosamente ai limiti della mediocrità e la sufficienza è la massima ambizione.

Non si sforzano di migliorare e non si accorgono della loro palese inferiorità nei confronti di chi si impegna né si pongono problemi in merito a qualsiasi forma di confronto o competizione.

Scelta degli arredi

Il Fa minore acquisterebbe una casa tutta arredata e se proprio deve fare il grande sforzo di impegnarsi a scegliere dei mobili cerca la soluzione più semplice e la meno dispendiosa sotto ogni forma.

Ama tutto quello che è comodo, semplice, pratico, agevole ed è in grado di delegare integralmente la scelta dell’arredamento al partner, ad un arredatore o al rivenditore di fiducia.

Divani comodi e semplici, pareti essenziali e pochi accessori sono gli elementi che caratterizzano la spoglia e spesso incompleta zona giorno del Fa minore.

Sol maggiore.Nella categoria Sol maggiore ci sono gli analitici dei soldi, che utilizzano tutto il tempo a loro disposizione alla ricerca di un risparmio meditato di denaro e di tutto quello che ha valore.

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Caratteristiche salienti

I Sol maggiore odiano ogni forma di spreco e analizzano qualsiasi spesa con la lente di ingrandimento.

Possono spendere anche ingenti somme di denaro ma quello che acquistano deve valere più della somma spesa e deve durare in eterno.

Non amano le mode e le tendenze, sono prudenti e sono evidentemente “classici” nel portamento e nello stile.

Scelta degli arredi

I Sol maggiore acquistano solo arredi senza tempo, linee rassicuranti e qualità assoluta.

Se non dispongono della somma necessaria a garantirsi la giusta qualità preferiscono aspettare anziché prendere prodotti che potrebbero non durare tutta la vita e non fanno finanziamenti se non sono a tasso zero.

Amano il tradizionale e non disdegnano l’inserimento di mobili d’antiquariato soprattutto se c’è la possibilità di una rivalutazione nel tempo.

Sol minore. I Sol minore pensano continuamente ai soldi e cercano ossessivamente offerte e promozioni allo scopo di spenderne il meno possibile.

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Caratteristiche salienti

I Sol minore acquistano solo ai saldi e inseguono l’affare che diventa l’obiettivo principale.

Fanno infiniti confronti  anche per acquistare prodotti di poco conto non dando valore al proprio tempo.

Le parole magiche sono, “sottocosto”, “liquidazione totale”, “svendita” e tutto quello che possa far risparmiare soldi.

Scelta degli arredi

E’ evidente che la zona giorno del Sol minore è pesantemente condizionata da scelte di natura economica e spesso l’armonia di insieme ne risente.

Lasciano molto spazio ad arredatori e consulenti naturalmente a patto che le consulenze siano “consigli” e quindi gratis.

La maggiore. Nella categoria del La maggiore ci sono coloro che vogliono  lasciare un segno di se ai posteri anche in modo anonimo, impegnandosi attivamente e diligentemente per creare imprese memorabili a vantaggio dell’umanità.

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Caratteristiche salienti

Il bisogno primario di garantire la continuità della specie si evolve nel bisogno di dare un senso alla propria esistenza, lasciando una traccia del proprio passaggio sulla terra.

Questa ricerca, nei La maggiore è condita di etica e rispetto verso gli altri e verso il mondo intero e non di egocentrismo e voglia di emergere.

In questa categoria ci sono infatti ecologisti ed ambientalisti attivi nel garantire un futuro all’umanità.

Scelta degli arredi

La zona giorno dei La maggiore è sobria e dalle linee morbide e naturali.

I colori sono caldi e i materiali assolutamente ecologici.

Trovano spazio oggetti e arredi di diverse culture e la disposizione, che in genere non segue un progetto, si completa nel tempo perché è frutto dell’esperienza del proprio vissuto.

La minore. Nella categoria del La minore ci sono tutti quelli che pur non avendo i mezzi,  vogliono lasciare un segno di se e non passare inosservati.

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Caratteristiche salienti

I La minore sono ossessionati dal successo e la loro ambizione sfocia spesso nell’esibizionismo.

A differenza del Do minore (Dominante assoluto),  il bisogno di primeggiare del La minore nasce dalla propria insicurezza e spesso  gli appartenenti a questa categoria si nutrono del proprio ologramma che riflette lo status di persone di successo.

Scelta degli arredi

La zona giorno del La minore è una copia di quella di persone in vista, di quella della pubblicità o vista nei film.

Amano le contraffazioni che fanno passare per originali e pur rincorrendo svendite e promozioni, preferiscono operare in incognito.

Si convincono di aver sostenuto ingenti spese in realtà mai sostenute e di ciò si vantano tanto da finire per acquistare prodotti al di sopra delle proprie possibilità, indebitandosi e mettendo nei guai se stessi e gli altri.

Si maggiore. I Si maggiore sono persone solide e concrete, non amano i fronzoli e vanno dritti al sodo consapevoli che tutto quello che è solido e sicuro è l’unica cosa che vale la pena di acquistare.

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 Caratteristiche salienti

I Si maggiore mostrano grande sicurezza nel linguaggio verbale come in quello non verbale.

Non desiderano primeggiare né mettersi in evidenza ma solo garantirsi una vita senza problemi e nell’ottica di evitare inutili perdite di tempo preferiscono prodotti testati da coloro che hanno esigenze uguali.

Conoscono con chiarezza le proprie esigenze e sono risoluti nelle decisioni e negli acquisti.

Scelta degli arredi

Praticità, funzionalità, robustezza, essenzialità sono le caratteristiche che il Si maggiore ricerca negli arredi.

Non ama meccanismi complessi, ante scorrevoli, tecnologia e innovazione e tutto quello che gli risulta poco stabile.

Non gli interessa il design né i vari marchi soprattutto se sospetta che siano tutta pubblicità e poca qualità.

Si minore. Nella categoria del Si minore ci sono coloro che non osano, non rischiano e ricercano solo quello che gli da’ sicurezza.

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 Caratteristiche salienti

I Si minore non cambiano meccanico, idraulico, fornitore, partner eccetera.

Sono spesso simpatici ed accondiscendenti e la loro profonda insicurezza li porta a

cercare di conquistare il prossimo con garbo e simpatia.

Acquistano solo prodotti testati da tempo e diffidano delle novità.

Scelta degli arredi

I Si minore scelgono prodotti verificati e garantiti e hanno bisogno di interlocutori stabili in grado di arginare i milioni di dubbi che nascono e si moltiplicano.

Hanno bisogno del parere di esperti chiaramente “testati” ma con diplomazia, dopo aver richiesto decine di soluzioni, finiscono per optare per quella più semplice.

La zona giorno quindi è in linea con le tendenze a condizione che non siano insolite e stravaganti.

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E’ molto probabile che tu ti riconosca in più di una categoria e questo è normale ma di certo, l’associazione di due di esse in genere rappresenta l’80% delle caratteristiche di ognuno.

CONCLUSIONI

A molti potrebbe sembrare strano l’inserimento di questo argomento all’interno di una serie di regole tecniche di arredamento.

Questa percezione di incongruità è dovuta essenzialmente al modo comune di vedere l’arredamento che è focalizzato sulla riuscita estetica dell’insieme prescindendo da chi ci vive.

Gran parte del contenuto dei dieci capitoli è stato dedicato alla parte tecnica per raggiungere questo scopo e gli ultimi due riguardano un aspetto poco considerato ma fondamentale per raggiungere l’obiettivo più importante.

L’obiettivo supremo infatti  non è solo quello di realizzare un bell’arredamento ma quello di creare sintonia ed armonia tra l’ambiente ed il proprio mondo interiore.

Michele De Biase.

CAPITOLO 1   IL FULCRO

CAPITOLO2    IL MODULO

CAPITOLO3    I COMPONENTI

CAPITOLO4    COME SI PROGETTA UNA PARETE ATTREZZATA

CAPITOLO5     IL DIVANO

CAPITOLO6     LO STILE

CAPITOLO 7     LA COORDINAZIONE – LE FORME

CAPITOLO 8     L’ARMONIA CROMATICA

CAPITOLO 9      LA CATEGORIA

 

Michele De Biase presentazione

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Sei regole per una zona giorno perfetta.Capitolo 9

ioLA CATEGORIA

I due articoli che concludono la serie contengono un incredibile strumento che se ben compreso darà questi grandi vantaggi:

  • chi arreda la propria casa avrà la certezza di fare una scelta corretta e coerente con se stesso.
  • gli arredatori potranno aiutare concretamente il cliente a scegliere  l’arredamento rispettando i suoi bisogni più profondi;
  •  i venditori infine eviteranno di proporre arredi distanti dal mondo interiore del cliente che non andrà via sdebitandosi  con un”gentilissimo” e cercare altrove un professionista in grado di comprenderlo.

 

Vi è sintonia tra noi e la nostra casa solo se riusciamo ad abbinare la giusta categoria al nostro modo di vivere, all’immagine che noi abbiamo di noi stessi o meglio ancora al mix di bisogni che ci guida e ci condiziona nelle scelte.

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In qualche modo

“dimmi che bisogni hai e ti dirò chi sei” e di conseguenza quale casa vuoi!

L’argomento è estremamente complesso e per ovvie ragioni ne farò una sintesi che tratterò in questo capitolo e nel prossimo che concluderà la serie.

Un maggiore approfondimento lo troverai nell’ ebook che sarà disponibile poco prima di Natale.

I BISOGNI

Miscelando 7 note musicali l’uomo ha  composto infinite opere che possiamo raggruppare in poche categorie (classica. pop, jazz, rock ecc..).come-scrivere-le-note-sul-pentagramma_93364a5328cb1f080bff71b254473e3f

Analogamente il comportamento di noi esseri umani è condizionato da un mix di “note musicali” ovvero di “bisogni” comuni a tutti in ogni luogo e in ogni tempo.

Tali bisogni sono primari ( di natura fisiologica)  o secondari ( di natura psico-sociologica).

Ad esempio se ho sete ho un bisogno primario e per soddisfarlo devo bere ma posso dissetarmi con semplice acqua o desiderare vino, coca cola, champagne ecc..

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Il vino o lo champagne non soddisfano solo il bisogno primario del bere, ma anche quello secondario che può essere di diversa natura.

Per la casa, vale lo stesso ragionamento.

Il bisogno primario di protezione può essere soddisfatto da un qualsiasi tetto, ma la scelta tra un appartamento, una villa, una casa lussuosa o una casa sulla cascata dipende da fattori mossi da bisogni secondari o da mix di entrambi.

Ho preso in prestito le note musicali per facilitare mnemonicamente la distinzione tra alcuni dei bisogni che ho selezionato come elementi base per la distinzione in varie categorie.

Do    dominio: bisogno di primeggiare;

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Re     relazione: bisogno di vivere in relazione con gli altri, amare ed essere amato;

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Mi     miglioramento: autorealizzarsi attraverso il miglioramento di se e delle proprie cose;

 

 

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Fa     facilitazione: bisogno di facilitare la propria vita con piaceri e comodità;

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Sol    soldi: bisogno di guadagno, di possesso e gestione del denaro;

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La      lasciare un segno di se; bisogno di lasciare traccia di se nel mondo;

 

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Si       sicurezza; bisogno di sicurezza e protezione.

 

 

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Questi bisogni sono presenti in modo disomogeneo negli esseri umani e in molti casi alcuni di essi  sono preponderanti rispetto agli altri tanto da caratterizzare fortemente alcune personalità facilmente riconoscibili.

Ed ora ecco finalmente le categorie:

 

Do maggiore. In questa categoria ci sono gli ORIGINALI.

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Caratteristiche salienti

Il loro bisogno di dominio si esprime attraverso la differenziazione dagli altri.

Non ostentano prestigo e potere ma originalità ed unicità.

Scelta degli arredi

I do maggiore scelgono gli arredi in base alla loro particolarità.

Amano l’innovazione e le novità assolute.

Sono attenti ai dettagli ed ossessivi nei particolari.

Odiano le referenze e non sono interessati alla qualità dei materiali ma solo alla loro diversità dagli standard.

Amano il su misura e la personalizzazione assoluta.

Offerte e promozioni hanno valore solo se il prodotto in offerta è unico.

 

Do minore.In questa categoria  ci sono i DOMINANTI assoluti.

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Caratteristiche salienti

I dominanti assoluti amano primeggiare e sovrastare gli altri.

Si muovono con sicurezza, non amano perdere tempo e fanno poche domande.

Sono spesso imprenditori o liberi professionisti.

Scelta degli arredi

Il bisogno di dominio è ossessivo e la scelta degli arredi si muove verso la ostentazione della propria superiorità.

La decisione finale spetta a loro e soffrono l’atteggiamento di arredatori e venditori che provano ad imporre soluzioni uniche o preconfezionate.

La zona giorno di un do maggiore di successo è composta da prodotti che legittimano lo status sociale: il marchio più prestigioso, il prodotto per pochi, il migliore in assoluto.

Il dominante assoluto non è stimolato da offerte o buon rapporto qualità prezzo, non è particolarmente interessato ai materiali o alla qualità non visibile.

Non gli interessano referenze se non provengono da persone di livello sociale superiore.

 

Re maggiore. Gli appartenenti alla categoria di Re maggiore sono coloro che amano le relazioni e sono attivi nel promuoverne di ogni tipo.

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Caratteristiche salienti

Si completano con gli altri e sentono fortemente il bisogno  di famiglia,  di amici, di gruppo di lavoro, di gruppo sociale e per estensione della propria comunità o della propria nazione.

Scelta degli arredi

L’arredamento della zona giorno del re maggiore è proiettato al sociale e alla convivialità.

Trovano posto divani per incontri con amici e parenti, divani letto per ospiti, tavoli superallungabili e tutto quello che serve a creare comfort agli ospiti.

Lo stile è caldo ed informale e trovano posto oggetti che ricordano incontri ed eventi con parenti e amici.

Re minore. Nel gruppo del re minore ci sono i gregari assoluti, amanti delle relazioni ma passivi nel ricercarle e promuoverle.

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Caratteristiche salienti

Il re minore si sente parte di un ingranaggio e disciplinatamente lavora per farlo funzionare non andando mai oltre i suoi compiti.

Scelta degli arredi

La zona giorno del re minore segue la moda, è copia di quella dell’amico del cuore o del parente più stimato.

La scelta è spesso fatta in compagnia di consiglieri e quasi sempre è il frutto di confronti infiniti.

Il re minore vuole l’approvazione di tutti e temendo le critiche tende ad evitare il rischio di risultare “diverso” coinvolgendo in questo timore anche le scelte degli arredi.

Mi maggiore. Nella categoria del Mi maggiore ci sono coloro che prendono la vita come una sfida continua.

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Caratteristiche salienti

L’imperativo assoluto è il miglioramento di se e di quello che gli ruota attorno.

Tali sfide sono spesso coronate da successo e gli eventuali insuccessi non costituiscono un blocco alla loro immensa energia.

Amano l’innovazione e la personalizzazione ma tutto deve passare da loro e dalla loro capacità di far prorpio il progetto.

Amano i tempi brevi e non gradiscono programmi a lunga scadenza perchè non c’è nulla che dura in eterno.

Scelta degli arredi

Gli arredi del mi maggiore sono dinamici, di tendenza, spesso eclettici e pur essendo privi di dettagli trasmettono un insieme forte e di grande personalità.

Cambiano spesso l’arredamento o modificano continuamente la disposizione alla ricerca del nuovo e del migliore.

Si informano allo scopo di raggiungere la consapevolezza che li porterà a manipolare ogni cosa ed acquistano con facilità o meglio finchè dura l’entusiasmo che spesso si spegne a favore di altre idee che possano risultare migliori.

Mi minore. In questa categoria ci sono i PERFEZIONISTI.

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Caratteristiche salienti

I perfezionisti del Mi minore si riconoscono da lontano.

Spesso muniti di cartellina con dentro milioni di alternative, sono alla ricerca del progetto migliore che in pratica non arriverà mai.

La loro insicurezza li spinge ad analizzare ogni dettaglio e pongono quantità di domande inverosimili anche evidentemente non necessarie.

Parlano in modalità monotonale e rimandano la decisione all’infinito.

Scelta degli arredi

Gli arredi devono essere testati e certificati.

I colori e le essenze devono essere rassicuranti.

Nulla deve andare fuori dagli schemi ed ogni cosa deve stare perennemente nel posto che gli è stato laboriosamente assegnato.

 

Mi fermo qui e ti do appuntamento al prossimo articolo che concluderà la serie.

Se sei riuscito ad arrivare fin qui vuol dire che sei seriamente interessato e questo non potrà che darti vantaggi.

Il risvolto pratico nell’arredare la propria casa sarà notevole ed ancora di più potrai misurare l’importanza di questo argomento se sei a contatto con la gente ed hai relazioni di qualsiasi natura e soprattutto nel campo della vendita.

A proposito di vendita sappi che non c’è nulla nella vita di relazione che non sia un atto di vendita ed acquisto.

Si vendono ed acquistano arredi ed oggetti, beni e servizi, ma anche idee ed ideologie ed in ultima analisi, anzi in prima se stessi.

Alla prossima.

Michele De Biase

Michele De Biase presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 8

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Ti risparmierò la noiosa lezione sulla differenza tra colori primari e secondari, caldi e freddi, rilassanti ed energizzanti e andrò dritto al punto…

Come coordinare i vari colori nella zona giorno?

Ci sono delle regole da rispettare?

Ci sono abbinamenti da evitare?

Se cerchi in questo articolo dei consigli pratici del tipo “il bianco va col nero” e “l’arancio sta male col rosso” ti consiglio di cambiare pagina perchè rimarrai deluso.

Se vuoi comprendere invece cosa fare per creare tu delle regole continua a leggere e non te ne pentirai.

Quattro constatazioni importanti:

  1. Ogni cosa ha un colore ed ogni ambiente, prima di essere arredato ha il suo colore.                                                                                                                                       Il colore può giungerti da un riflesso esterno, dal pavimento, dagli infissi e tu , prima di procedere con la scelta del colore devi captare quello evidente o nascosto che l’ambiente ti suggerisce.
  2. In ognuno di noi c’è un colore, quello del proprio carattere, dei propri capelli, della nostra pelle della nostra storia… il nostro colore preferito, quello che ci fa star bene e tu, prima di scegliere il colore dei tuoi arredi devi decriptare il colore che ti mette a tuo agio.
  3. Ogni periodo ha i suoi colori, quello di moda e tendenza, quello della crisi economica e della ripresa, quello dell’Italia che vince i mondiali e quello del terrore delle stragi di ogni sorta e tu, devi decidere se conformarti ai colori del momento o ignorarli seguendo solo te stesso.
  4. Le preferenze dei colori cambiano anche nelle stagioni, nelle culture, nelle latitudini e nelle consuetudini e tu devi decidere quale scegliere sapendo che ” Il Colore” è parte di te stesso ed il suo utilizzo deve passare attraverso le tue regole.

Vorrei farti un esempio che apparentemente non c’entra con l’argomento trattato ma ti prego di leggere attentamente.

Nel poco tempo libero a disposizione utilizzo il mio giardino come palestra gratuita personale e potare gli alberi, piantare e spiantare, raccogliere foglie secche e sfalciare il prato, oltre a divertirmi e tenermi in forma mi fa risparmiare sul costo del giardiniere, dell’aria condizionata in casa e di frutta e verdura che nasce copiosa.

C’è però una cosa che mi ha creato disagi e dispiaceri ed è il “prato inglese”.

Non solo l’erba del vicino è sempre più verde ma ho lottato per dieci anni contro infestanti, muschio, sole ed ombra, troppo secco o troppo umido, concimi ed impianti di irrigazione eccetera eccetera senza risultati apprezzabili fino a quando ho capito che il prato inglese non c’entra assolutamente nulla e che dovevo trovare un’altra soluzione.

Ho inventato quindi “Il prato Pugliese” che altro non è che un insieme di erbe naturali che il mio giardino mi donava senza sforzo e gratuitamente, resistenti alla siccità e al gelo.

Qual è l’insegnamento che mi ha dato il giardino?

  1. Non andare contro madre natura ci facilita la vita;
  2. Dare il giusto nome ad un insieme ne  legittima i singoli componenti( nel prato inglese la cicoria è un’infestante, in quello pugliese è la regina)
  3. Essere artefici delle proprie scelte oltre a farci star bene migliora la propria autostima ( la mia erba  pugliese è più naturale di quella del vicino).

Ecco alcune immagini estive…

giardino in estate giardino d'estate

ed alcune scattate domenica scorsa in pieno autunno…

ilo giardino in novembre giardino d'autunno

Quindi considerando l’estrema soggettività del colore io mi rifiuto di accettare qualsiasi regola scritta a priori (e di cavolate ne ho lette tante) e ti consiglio invece di:

cercare il tuo prato pugliese.

 Scopri quello che ti piace ad esempio guardando un quadro, osservando delle immagini di qualsiasi natura e cerca di “sentire” se alcuni colori messi insieme ti piacciono più di altri.

Dopo aver decriptato il tuo codice, cerca quell’insieme di colori nelle stoffe, nei legni, nei laccati e accostali tra di loro a casa tua posizionandoli tutti insieme su di un pavimento.

Il tuo insieme può avere un nome come caldo,freddo,nordico,mediterraneo,etnico,estivo,primaverile,appenninico,andino ma anche Brambilla,Esposito,Ferrari o Bianchi e Rossi.

Fidati di te stesso perchè ad un certo punto sentirai scoccare la scintilla e a quel punto devi solo avere il coraggio di agire.

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Spero che tu abbia guardato queste immagini con occhi diversi, concentrandoti sui colori o meglio sull’emozione che questi accostamenti ti hanno trasmesso.

Ho visto in 29 anni tanti accostamenti di colori e legni e purtroppo nella maggior parte dei casi si tende a farsi trasportare dalle mode le quali influenzano il gusto.

In questo momento ad esempio il colore sembra quasi scomparso e probabilmente l’effetto della crisi ci porta a non rischiare e a scegliere colori più o meno spenti.

L’unica furbata creativa è quella di cambiare il nome ai colori per renderli più attuali, per cui anziché sentire bianco, marrone, beige, avorio, sentiamo neve, fango, daino, canapa, juta eccetera.

Di fatto questo non ci salverà perchè anche questa è una moda e passerà come tutte le mode.

Ecco alla fine le risposte alle tre domande:

Come coordinare i vari colori nella zona giorno? Scegli il tuo insieme di colori, che siano due, quattro, venti o cinquanta non importa ma che ti facciano vibrare e che stiano bene nel tuo ambiente.

Ci sono delle regole da rispettare? Si… le tue regole.

Ci sono abbinamenti da evitare? Si… quelli che ti vengono consigliati da esperti che non ti ascoltano e non sanno capirti.

Michele De Biase

CAPITOLO 1   IL FULCRO

CAPITOLO2    IL MODULO

CAPITOLO3    I COMPONENTI

CAPITOLO4    COME SI PROGETTA UNA PARETE ATTREZZATA

CAPITOLO5     IL DIVANO

CAPITOLO6     LO STILE

CAPITOLO 7     LA COORDINAZIONE – LE FORME

Michele De Biase presentazione

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 7

 

LA COORDINAZIONEio

 

Coordinare significa collegare ed abbinare vari elementi finalizzando il tutto al raggiungimento di uno scopo, nel nostro caso di un “disegno” o meglio ancora di un “progetto”.

I pilastri della coordinazione, oltre alla corretta “disposizione” di cui abbiamo parlato nei capitoli precedenti, sono le “forme“ed i “colori“.

Nei capitoli precedenti infatti abbiamo parlato della gestione dello spazio nel quale inserire i vari componenti.

Abbiamo poi tracciato l’identikit degli attori primari allo scopo di conoscerne il profilo tecnico e lo stile.

Ora dobbiamo scoprire il mistero dell’amalgama tra tutti gli elementi della zona giorno ed evitare l’accozzaglia, il disordine cromatico e strutturale ma anche la monotonia e l’eccessiva distanza tra la nostra idea e la realizzazione finale.

 

LE FORME

Quale di questi gelati ordineresti?

gelato
gelato 4gelato1

Il primo pur avendo un cono e tre cerchi di gelato  ha una forma umanoide, il secondo ha una forma insolita che  ci ricorda una non gradevole bara ed il terzo finalmente ci fa pensare ad un gelato che molto probabilmente ordinerai perché è quello che ti rassicura.

Quindi per prima cosa la “forma” degli arredi deve essere comprensibile e leggibile, poi deve ricordarci qualcosa di bello e rassicurante.

Naturalmente il gradimento è soggettivo tant’è che ad alcuni piacciono le forme curve e sinuose ad altri le forme squadrate e rigorose e su questo tema sono state formulate svariate ed interessanti teorie di natura psicologica che assegnano ad un tipo di preferenza  un particolare carattere della persona.

Ma a noi interessa capire qual è il risvolto pratico della conoscenza delle “forme” ed in questo capitolo ne scoprirai il grande vantaggio.

Innanzitutto in fase progettuale è opportuno ricondurre gli arredi alle forme primarie quindi collocarle seguendo le regole che ho descritto nei capitoli precedenti.

Un divano diventa un parallelepipedo, una poltrona un cubo eccetera e questo ci facilita la comprensione delle forme senza la distrazione da orpelli e colori.

Con questa tecnica potrai comprendere più facilmente le proporzioni degli elementi al fine di poterle coordinare con maggiore facilità.

Non ci credi?

Provaci e vedrai come diventa tutto più facile.

Ora tieni ben presente queste regole:

  1. Proporziona le forme  all’ambiente. Quindi in ambienti piccoli cerca di inserire arredi non voluminosi e viceversa. Sembra ovvio ma non lo è affatto.                                                                                                                                                            Il più comune errore è ad esempio quello di riempire di molti arredi gli ambienti più grandi creando grosse difficoltà nella coordinazione quando è decisamente meglio optare per un proporzionamento ottimale.                                                                                                                                                                                                            Se ad esempio hai un muro lungo oltre sei metri non interrotto da porte e finestre in un salone grande, è preferibile inserire una parete attrezzata da sei metri anziché disporre in linea una parete attrezzata da 3 metri ed un mobile basso da due metri.parte sette metrierrarto
  2. Proporziona le forme tra di loro. Come sta una sediolina vicino ad un divanone? E due divani uno rotondeggiante e l’altro squadrato? Un tavolo essenziale con delle sedie con vene varicose alle gambe?                                                                                                                                                                                                  Il comò della nonna che sembra un armadio pieno di scheletri con a fianco un divanetto a pozzetto piccino picciò?                                                                                                                                                                                                                                      Le stesse regole valgono per la disposizione dei quadri che puoi conoscere leggendo questo articolo.
  3. Assegna ad ogni forma uno spazio. Dopo aver inserito una forma crea una zona di sua pertinenza al fine di evitare sovrapposizioni tra forme simili.                 Questa regola è importantissima perché viene spesso ignorata.                                             area di pertinenzain questo disegno ho tracciato le linee tratteggiate che indicano una zona preferibilmente non arredabile con altri mobili per evitare una sovrapposizione visiva.                                                                                                                                    Con piccoli accorgimenti possiamo rendere quelle pareti arredabili.                                    parete 2ecco un esempio con disposizione corretta…                                                                      divanied una scorretta…                                                                                                                               scorretta
  4. Un ambiente arredato cambia la sua forma. Questo significa che dobbiamo fare attenzione a non modificare in negativo la forma esistente dell’ambiente ma addirittura migliorarla.                                                                           In questo disegno è evidente che il disgraziato proprietario di questo soggiorno si ritrova un inospitale rettangolo con la porta pure  posizionata sul lato corto ed arredando la stanza in questo modo ha completato l’opera di trasformazione da soggiorno a corridoio  e penso che nessuno si sentirebbe a proprio agio nel vedere la tv in corridoio.rettangoloecco una possibile alternativa…                                                                                             divano 3meglio ancora sarebbe modificare qualcosa…salotto 1se hai la possibilità di modificare l’entrata ricorda che in casi come questo è sempre meglio entrare dal lato più lungo.
  5. Simmetria si, asimmetria si, falsa simmetria no.                                    Guarda questa immagine..illusione-ottica-triangoloti crea disagio vero?                                                                                                                 E questa?                                                                                                                images

 

E’ possibile che tu sia infastidito da queste immagini perché sono difficilmente comprensibili.

Il nostro occhio è molto pigro e tende a scartare o classificare come negative tutte le forme che non comprende.

A volte le classifica in modo personale come in questo caso…

illusione_005è molto probabile che nell’immagine sopra tu veda due triangoli e tre cerchi…

In realtà potrebbero semplicemente essere tre angoli e tre cerchi cui manca uno spicchio ma tu li hai classificati per comodità in altro modo.

Nell’arredamento disporre gli arredi in modo parzialmente simmetrico significa creare per l’occhio un disagio simile a quello che hai provato con le immagini che ti ho mostrato.

Ecco un esempio di un ambiente progettato per essere simmetrico…

simmetria

Perdendo una parte della simmetria può risultare assai sgradevole…

asimmetriaE’ certamente meglio rompere la simmetria in tutto e per tutto…

asimmetria1Questa regola va applicata sia nella disposizione delle forme sia nella progettazione della parete attrezzata o dell’eventuale controsoffitto.

Se hai imparato a guardare tutti gli arredi con l’occhio di un pittore, cioè con la capacità di coglierne l’essenza estetica attraverso la loro forma e non per quello che rappresentano nella tua mente ora puoi associare alle forme e a tutti gli elementi che compongono il soggiorno il “Colore” ma questo è l’argomento del prossimo articolo.

Nel prossimo capitolo frantumeremo tutte le errate teorie che ruotano intorno all’uso del colore che nascondono semplicemente la paura di osare e che portano inevitabilmente alla monotonia cromatica del soggiorno, trasformandolo spesso in un luogo triste e privo di vita.

Michele De Biase

CAPITOLO 1   IL FULCRO

CAPITOLO2    IL MODULO

CAPITOLO3    I COMPONENTI

CAPITOLO4    COME SI PROGETTA UNA PARETE ATTREZZATA

CAPITOLO5     IL DIVANO

CAPITOLO6     LO STILE

Michele De Biase presentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 6

LO STILE

Nelle classificazioni tecniche di settore “Lo Stile” dell’arredamento può essere:

  • Design
  • Moderno
  • Classico

Ti sembrerà strano ma dopo 29 anni non riesco ancora a capire quale criterio viene usato per classificare un mobile in una di queste categorie o perlomeno sono pieno di dubbi!

Incominciamo con la prima: Design.MAPA2012_milano

Design significa disegno o meglio ancora progetto.

Un mobile di design quindi per definirsi tale deve partire da un progetto.

Progetto in cui devono essere soddisfatte le seguenti esigenze:

  • Funzionalità;
  • Estetica;
  • Industrialità;
  • Ecosostenibilità.

Dimmi di grazia quale metodo bisogna utilizzare per includere o escludere un prodotto da questa categoria?

Potenzialmente tutti i mobili possono essere inclusi in questa cassificazione così come molti di quelli che vi sono inclusi andrebbero violentemente estromessi!

Erroneamente si definisce di design un prodotto bello o raffinato e dalle linee essenziali anche se magari è una copia spudorata ed usurpa il progetto di un vero designer che magari fa fatica ad arrivare a fine mese.

Quindi o infiliamo nel “Design”tutti i mobili che nascono da un’idea progettuale seria ” o escludiamo questa parola e riduciamo la classificazione stilistica in “classico” e “moderno“(stesso discorso vale per il concetto di “Interior Designer”, spesso usato a suon di  tromba da decine di figure professionali (ehm…) che con l’interior design non hanno nulla a che vedere).

Ma torniamo al nostro argomento.

Ho già scritto un articolo su che cosa è classico e cosa è moderno e di fatto il seguito non è che la riproposizione dello stesso in chiave “zona giorno”.

Ti ricordo che questa distinzione vale per i singoli elementi e non per lo stile di insieme della casa perché in questo secondo caso dobbiamo parlare di “Categoria”, argomento che tratteremo in seguito.

CLASSICO O MODERNO?

 

Se entri in un negozio di mobili probabilmente ti verrà fatta a bruciapelo una domanda del genere:

desidera un arredamento classico o moderno?

E’ sicuramente la domanda più stupida che un venditore possa fare, soprattutto se la fa immediatamente.

Perché?

  1. Non tutti conoscono la differenza tra classico e moderno e non sempre quello che è classico per uno lo è per un altro;
  2. La classificazione è troppo generica. E’ come se il macellaio ti chiedesse”vuole carne di volatile o di animale terrestre?
  3. Un cliente potrebbe imbarazzarsi ed entrare nel pallone perché magari non ragiona per categorie ma per quello che lo emoziona e vuole ancora scoprirlo;
  4. Le domande più complesse si fanno in una seconda fase;
  5. Nella maggior parte dei casi si acquista in coppia o comunque in più persone che potrebbero avere gusti diversi e non è il caso di evidenziare un potenziale conflitto sin dall’inizio.
  6. Sono frequenti i casi di chi miscela  i due stili.

Probabilmente c’è anche qualche altra ragione ma fermiamoci qui.

Visto che non ti sto vendendo niente, io invece posso permettermi di utilizzare questa domanda per farne addirittura il titolo di un post e visto che lo scopo di questo articolo è di fare chiarezza sui due stili ti invito a continuare la lettura anche per rispondere a tono a quel venditore impreparato che ti farà una domanda del genere.

Ti anticipo i capitoli di questo post:

  • Cosa si definisce classico e cosa moderno?
  • Vi sono differenze qualitative tra i due stili?
  • Vi sono situazioni in cui è preferibile uno stile?
  • Quale dura di più nel tempo?

COSA SI DEFINISCE CLASSICO E COSA SI DEFINISCE MODERNO

In genere un prodotto moderno ha linee semplici, è privo di orpelli, è in linea con le tendenze, può essere di design (ma non sempre).

Un prodotto classico è una riproduzione di uno stile del passato oppure è una elaborazione di uno stile del passato (ma non sempre). Presenta decorazioni o cornici e le linee sono spesso molto elaborate, curve o sinuose. Nel classico si fa largo uso del legno massello o di colorazioni antichizzate (ma non sempre).

Anche un prodotto classico può essere di design.

Fatta questa distinzione diciamo subito che vi sono anche forme ibride definite Classico-moderno o Classico contemporaneo che in qualche modo vengono incontro agli indecisi e che comunque, ammesso che qualcuno ci capisca qualcosa, sono da inserire nel classico (ma non sempre).

(Tra un po’ capirai perché ho concluso i periodi con la frase “ma non sempre”)

Quindi facciamo qualche esempio concreto.

Immagino che in questo caso siamo tutti d’accordo nel definire questa parete moderna…

368-storage.jpg lago

Ancora  Lago (che ha inventato questo supercopiatissimo genere )ci sorprende con…

Design-living_36e8air_air-sofa_table

Con l’inserimento del legno invecchiato, tipicamente classico, riesce a trasferirci un’idea molto moderna…

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Ora a quale stile appartiene questa libreria?

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Potremmo definirla moderna ma è prodotta da un’azienda di classico ed è molto materica.

Sempre di Marchetti Maison una splendida libreria, idem come sopra.

FG 900 n145 bis pag 97 B_84079-106

E questa?

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la conosci già è Lema ed è moderna anche  se è un “Classico”.

Piuttosto classica questa di Stilema…

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Molto classico lo stile di l’Origine…

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E sempre l’Origine…

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che stile?

E questo?

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o questo?

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Le ultime due immagini sono Cassina ed ecco la presentazione presa dal sito:

“Presentato al Pavillon de l’Esprit Nouveau del 1925 da Le Corbusier e Pierre Jeanneret, questo progetto di contenitori deriva direttamente dal mondo delle attrezzature per ufficio. Oltre ad essere sovrapponibili e collegabili fra loro, i casiers permettono di organizzare liberamente lo spazio. Sostenuti da esili supporti, questi volumi sono concettualmente assimilabili a delle composizioni architettoniche. I casiers del 1925, sono stati adattati da Charlotte Perriand nel 1978 per Cassina, utilizzando il basamento a corolla del modello del 1934”.

Chiaro? 1925!!!  Classico o Moderno?

Potrei continuare all’infinito con i prodotti dei grandi designers del 900 con mobili disegnati quasi un secolo fa e che sono … classici? o … moderni? o … calssico-modedrni?

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art2123-b genni-b art1502-b 

 Per quanto ti potrà sembrare strano, spesso i termini classico o moderno sono utilizzati  in modo così trasversale da creare non poche difficoltà.

Non ne parliamo poi del “Classico-Moderno”!

Ma che significa?

“Com’è il tempo dalle tue parti?”“è Secco-Umido”.

“Di che sesso è? ” ” è maschio-femmina”

“sei vegano?” “no sono un vegetariano e mangio carne!”.

E non si tratta di ossimori ma solo di un pò di non-sense.

Quindi con grande difficoltà possiamo chiudere il capitolo e a parte le classificazioni tecniche che servono più agli amanti delle statistiche e agli organizzatori del “Salone del Mobile di Milano”, a noi interessa mettere le basi per parlare la stessa lingua e continuare la lettura di questo articolo sperando che oltre a fronteggiare il venditore impreparato questo articolo ti serva a qualcosa.

VI SONO DIFFERENZE QUALITATIVE TRA I DUE STILI?

Con questa risposta ti anticipo un pò qualcosa del capitolo “Categoria” che concluderà l’intero ebook.

Il concetto di qualità è soggettivo.

Non ci credi?

Se ami il prestigio, qualità significa Marchio, Firma, Brand ecc_marchioFerrari

Se ami la robustezza, qualità significa materialirobustezza

Se ami la durata nel tempo qualità significa materiali ma anche prodotti non alla moda

Se ami il prezzo basso qualità significa offerta

Se ami l’originalità qualità significa prodotto esclusivo e diverso

Se ami l’innovazione qualità è tecnologia

eccetera eccetera eccetera

Quindi se il concetto di qualità è soggettivo anche le risposte saranno varie e … soggettive.

Premesso questo mi dispiace deluderti ma non c’è differenza tra il classico e il moderno in termini di qualità assoluta perché puoi trovare il bello, il brutto e il cattivo in entrambi gli stili.

VI SONO SITUAZIONI IN CUI E’ PREFERIBILE UNO STILE?

Ad esempio un trullo si arreda con l’arte povera?

trullo

Una baita si arreda con mobili in pino o abete?baita-val-di-fassa-02

Un appartamento in un palazzo modernissimo si arreda in modo minimale?

Anche qui non posso aiutarti granché. Non ci sono regole precise.

Scusa la banalità ma … “Va dove ti porta il cuore”.

Di certo è importante che vi sia coerenza tra interno ed esterno così come tra interno ed interno ma la prima coerenza che devi rispettare è il tuo gusto personale.

Se ti senti attratto dalle forme classiche e devi arredare un appartamento moderno che fai? Se pure c’è una regolina che ti imporrebbe di muoverti su linee moderne forse con il tempo potresti pentirti e allora?

Scegli lo stile che ti emoziona e vai! Fregatene delle regole e di Michele De Biase e vivi in pace con te stesso.

La casa è il tuo porto sicuro e devi viverci bene e in pace per poterti ricaricare e farti passare il mal di testa senza aspirina.

QUALE DURA DI PIU’ NEL TEMPO?

Naturalmente non parliamo di durata fisica dell’arredo ma di durata estetica.

Quale sarà la combinazione vincente del superenalotto ?Logo_superenalotto

C’è un luogo comune che dice che il classico non passa mai di moda.

Ma scusate di quale classico stiamo parlando?

Avete mai dato un’occhiata al classico che si vendeva negli anni sessanta e settanta e ottanta e novanta e duemila e duemiladieci?

Tutti passati di moda.

Mogano color melanzana, radiche di vari legni, ottone, ferro battuto, etnico e coloniale,piume e contropiume, cornici e cornicette e ancora swarovsky e strass eccetera.

Lo stesso nel moderno.

Ne ho viste passare di mode e non c’è niente da fare, prima o poi tutto passa o stanca (quasi).

E tanti nel rinnovare il loro arredamento sono passati dal classico al moderno e viceversa perché stanchi del precedente.

Ma poi perché l’arredamento deve durare tutta la vita?

E’ bene cambiare no? Altrimenti la crisi come si combatte senza consumi?

Scherzi a parte, vi è qualcosa che non stanca mai.

Ed io che amo la musica e sono stato un cantautore non posso che paragonare l’arredamento alla musica.De andrè

I miei figli ascoltano oggi la stessa musica che io ascoltavo da ragazzo 40 anni fa.

Pink Floyd, Nirvana, Led Zeppelin ma anche gli italiani De Andrè, P.F.M. e così via.

Così come tanti ragazzi ascoltano Battisti e stravedono per i Rolling Stones.

Chi ha avuto la capacità di distinguersi ed ha inventato un genere, uno stile, un modo di essere è entrato nella storia ed è sempre attuale.

La storia la fanno i sognatori e non i ragionieri e se non vuoi sbagliare, per casa tua non scegliere il tuo arredamento con la calcolatrice ma con un qualche  strumento  che ti faccia vibrare e sognare.

E questo strumento devi sceglierlo tu!

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Michele De Biase

Michele De Biase presentazione

 

 

 

 

 

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 5

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Divano in pelle o tessuto, pelle fiore o pelle nabuk, pelle o finta pelle…

Tessuto cotone o sintetico, antimacchia o sempilce, lavabile a mano o a secco,

con chaise longue o normale, lineare o ad angolo, curvo o squadrato, morbido o duro,

alto o basso, sfoderabile o fisso, a letto oppure no, economico o costoso, colorato o bianco, tinta unita o a fantasia, bracciolo stretto o bracciolo largo…

bracciolo alto o basso, attrezzato o semplice…divanipiuma o poliuretano, classico o moderno, effetto vissuto o precisino, tutto in tessuto o con parti in legno, con piedi alti o pieno fino a terra, schienale fisso o reclinabile, con o senza meccanismo, seduta stretta o profonda, leggero o pesante, sedute intere o divise, cuscini monoscocca o sfilabili, di marca o no name…

made in Italy o in Cina, struttura interna in legno o truciolato, piedi in acciaio o legno, a vista o a scomparsa,  fissi o con ruote, capitonnè o semplice, a pozzetto o no, pieno di cuscini volanti o secco, molle o cinghie elastiche… un attimo sto rifiatando…

se le conti sono esattamente 40 possibili alternative che incrociate tra di loro e moltiplicate per tutte le varianti di pelle o tessuto fanno migliaia, forse milioni di divani ed io non ho nessuna intenzione di imbarcarmi nell’impresa di spiegare le differenze tra di essi.

 

Il bello è che tutte queste differenze i clienti non le vedono e spesso finiscono per comprare quelli che costano meno così che divani da quattro soldi spacciati per artigianali vengono venduti a tonnellate e i fabbricanti di prodotti di qualità vengono decimati.

Quindi quale divano acquistare?

Innanzitutto è importante inquadrare la combinazione corretta in base allo spazio disponibile dopodichè posso darti qualche dritta:

  • Non vi sono schemi fissi. Puoi inserire qualsiasi combinazione tipo “due posti+3posti”;”3posti+3posti”, e ancora 3+2+1; 3+1+1 eccetera eccetera.
  • Nel caso di chaise longue evita di farla per piccole composizione perchè risulta molto scomoda. Se ad esempio disponi di uno spazio di cm 270 è preferibile l’inserimento di un pouf che all’occorrenza puoi spostare.divano chaise longue divano chaise longue 2in pratica ottieni lo stesso effetto estetico ma hai la possibilità di far sedere più persone o di far distendere le gambe a più persone.
  • Se devi inserire un solo divano scegli quelli con braccioli laterali sottili perchè a parità di dimensioni aumenta la seduta disponibile.
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ARAKI DOMINGO
  • Se ti piace l’idea di un divano ad angolo accertati di disporre di spazio a sufficienza. Spesso mi è capitato di soccorrere clienti che, innamoratisi in qualche fiera di soluzioni ad angolo magari in offerta, hanno colmato tutto lo spazio a disposizione e a malapena ci entravano loro stessi in casa. Mi capita spesso di ridimensionare le aspettative di clienti che credono di poter mettere divani come questo Domingo.Home_.Divanisofa_DOYLE2

in spazi in cui a malapena ci entrava un tre posti e spesso non è facile convincerli.

  • La comodità è soggettiva, dipende da tanti fattori come ad esempio l’altezza. Se sei alto è preferibile una seduta più profonda e viceversa.
  • Se devi inserire un divano a centro stanza assicurati che sia bello da vedere da dietro. Ci sono anche soluzioni con librerie incorporate che rendono il retro interessante.Domingo.Home_.Divanisofa_DOYLE16
  • Se il divano che hai scelto ti viene proposto anche nella versione letto non optare per questa soluzione se non è strettamente necessario perchè il letto rende il divano pesantissimo e spesso anche meno comodo nella seduta.
  • Se ti piace l’effetto un pò vissuto e l’aspetto comodoso opta per l’imbottitura in misto piuma.Domingo.Home_.Divanisofa_BRESSON2
  • Se ti piace la pelle ma un tuo amico ti ha detto che è fredda d’inverno e calda d’estate, fa sedere il tuo amico su un divano in pelle di qualità e vedrai che cambierà idea.
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    Nabucco Cierre

     

  • Se opti per un divano di linea classica in tessuto, probabilmente lo troverai non sfoderabile. Ci sono anche quelli sfoderabili, devi solo cercarlo e se non dovessi trovarlo cerca di capire come lo dovrai pulire.
  • Porta con te un campione del pavimento o meglio ancora porta un campione di pelle o tessuto a casa e scegli il colore giusto solo contestualizzando il tutto.

Un mio lettore dopo aver letto il primo capitolo di questa serie dedicata alla zona giorno, ha commentato che il protagonista assoluto della zona giorno è il divano.

Probabilmente avrai male interpretato la regola del “fulcro” che riguarda solo l’importanza di alcuni elementi nella disposizione ma caro lettore sono pienamente d’accordo con te perchè in fondo… che zona giorno sarebbe senza divani?

Michele De Biase.

CAPITOLO 1

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CAPITOLO4

 

 

 

 

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Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 4

Come si progetta una parete attrezzata?

Come si scrive una canzone? e una poesia?

La creatività è innata o vi sono tecniche che fanno diventare creativi?

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Ritengo che la creatività nasce con l’uomo e tutti quanti noi da bambini l’abbiamo utilizzata nei giochi e nella costruzione dei nostri mondi.

Crescendo molti di noi la perdono e di tanto in tanto bisogna tirarla fuori forse diventando un pò bambini o semplicemente imparando ad osservare il mondo ogni volta con occhi nuovi.

Prova a capovolgere le immagini o guarda tu stesso gli stessi oggetti che guardi ogni giorno mettendoti a testa in giù e troverai un mondo nuovo da scoprire.a-testa-in-giù

 

 

 

 

Edward De Bono ha coniato il termine “Pensiero Laterale”, cioè quello della creatività da contrapporre al “Pensiero Verticale” che è quello della razionalità e della logica deduttiva.edwarddebono_1326775401_15

In sintesi per creare bisogna avere la forza di abbandonare il classico modo di pensare e vedere le cose che abbiamo appreso sotto un’altra ottica mescolando forzatamente e casualmente tutte le nostre conoscenze e certezze.

Fleming ha salvato milioni di persone scoprendo la penicillina perchè  era un “Lateralista”.

Vedendo la muffa sul vetrino anzichè buttarla via come avrebbe fatto un qualsiasi “Verticalista”, si è incuriosito e approfondendo l’esperienza si è reso conto che quella miracolosa muffa distruggeva i batteri.

Se vuoi saperne di più compra uno degli oltre settanta libri che De Bono ha scritto e se vuoi incominciare a mettere alla prova la tua creatività e comporre la tua parete attrezzata comincia a fare queste semplici cose dividendo in due fasi l’operazione;

FASE LOGICA E RAZIONALE.

  • elenco di quello che deve essere inserito ( tv, libri, stereo, cd,ricordi ecc.);
  • conoscenza delle dimensioni standard del prodotto scelto(anche in modo sommario, anche se il mobile sarà realizzato da un artigiano);
  • disegno in scala del muro da attrezzare;

FASE CREATIVA.

  • avere una visione d’insieme, un’idea anche grezza del tutto ( alta, bassa, larga, massiccia, tutto il muro o una parte, esile, essenziale, contenitiva ecc…);
  • piazzare anche senza criterio i vari elementi in bianco( come fosse un ovale semplice per disegnare un viso, senza inserire occhi, bocca ecc.)in scala senza fermarsi fino al raggiungimento del tutto;
  • osservare l’insieme ed aggiungere, eliminare, correggere, spostare un pò casualmente poi sempre più cognitivamente le linee e concentrarsi sulle forme e sulle proporzioni;

Una volta ottenuto un risultato soddisfacente tornare alla fase logica controllando se tutto è stato inserito correttamente e rifinire il tutto.

Ecco una sequenza tipo

parete

parete1 parete2  parete3 parete4 parete 5 parete 6 parete7 parete8 parete9 parete10 parete11 parete12 parete13

Provaci e vedrai che non è poi così difficile e …

questo sistema non è applicabile solo sulle pareti attrezzate ma praticamente su tutto!

LA MADIA

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Il termine indica un mobile più o meno simile a quello che vedi in foto ma i dizionari italiani non sono stati ancora aggiornati.

Nel linguaggio comune infatti  la “madia” non indica più un mobile che contiene farina ed il necessario per impastare e fare il pane ma un mobile basso e finito di varie dimensioni e stili.

Meno usato ma forse più corretto è il termine “contromobile” che indica una parte della composizione tipo delle vecchie sale da pranzo, composte da cristalliera piuttosto alta, tavolo, salotto e appunto un mobile da contrapporre alla vetrina.

Il mobile basso è stato per molto tempo utilizzato solo nello stile classico forse perchè non vi era grande scelta nel moderno ma quest’ultimo in qualche modo è ritornato alla grande da qualche anno e grande merito va ad alcuni produttori che hanno realizzato dei veri e propri capolavori.

Uno di questi produttori è CAPOD’OPERA, una piccola azienda sartoriale che ha inventato uno stile supercopiato anche da grandi aziende

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Oltre alle “madie” proposte dalle varie aziende in modo confezionato, puoi realizzarne una anche tu utilizzando un qualsiasi programma di pareti attrezzate e per farlo puoi fartelo disegnare o provarci anche tu con il metodo che ti ho insegnato.

Al prossimo.

Michele De Biase

Michele De Biase presentazione

 

 

Pubblicato il

Sei regole per una zona giorno perfetta. Capitolo 3

Pareti attrezzate semplici e complesse, divani morbidosi o tosti, mobili bassi e medi, camini che funzionano o che affumicano l’ambiente, tavoli fissi o allungabili per riunirsi a Natale e tavolini, poltrone, pouf,tende, lampade, tappeti,quadri ma anche sculture, trespoli, piante e perché no

jukebox,

separè,

comò della nonna,

cassapanche della bisnonna,

vecchi banchetti da calzolaio presi dal rigattiere,

trompe l’oeil ,

carta grafica,

libri,

bomboniere di matrimoni, battesimi, comunioni e cresime,

ricordi d’infanzia, di viaggio e di una vita precedente… insomma tutto un mondo e tutto un vissuto che converge in un unico spazio e definisce la nostra personalità disegnando la nostra immagine pubblica, quella che mostriamo ad amici e parenti, al postino o all’agente Folletto,

a noi stessi quando torniamo stanchi da lavoro.

Il nostro porto sicuro, quello che ci ricarica e ci fa passare il mal di testa senza aspirina comincia da qui… dal soggiorno, dal luogo in cui ci rilassiamo e litighiamo per il telecomando, in cui facciamo l’amore e ascoltiamo affascinati lo scroscio dell’acqua dei primi temporali estivi.

E’ il primo piatto, la pastasciutta che ci mette di buon umore, con maccheroni e fragrante condimento.

Dopo questo sfogo romantico passiamo all’argomento di questo capitolo che è appunto … la pasta o meglio una porzione dei “Componenti”, quella più voluminosa , rimandando la parte che dà sapore, il condimento, ai prossimi capitoli o meglio alla tua personale sensibilità.

I COMPONENTI

  • La parete attrezzata
  • La madia
  • Le sedute

La parete attrezzata. Ho già scritto un articolo  su questo componente e se non hai voglia di leggerlo andando a cliccare qui  continua pure a leggere la sintesi che trovi di seguito.

La parete attrezzata è in genere il mobile che viene richiesto più frequentemente in fase di arredamento del soggiorno e spesso viene inserita secondo uno schema più o meno fisso ed in modo acritico.

Nell’ articolo che ho citato prima raccontavo di due giovani di Taranto che mi avevano richiesto una parete attrezzata mostrandomi trionfanti la pianta della loro casa ed indicandomi il punto preciso in cui desideravano inserirla.

Il posto era nella zona da dedicare al pranzo (modulo pranzo), accanto ad un grande tavolo.

Gli ho chiesto perché avevano pensato ad una parete attrezzata pur non servendogli come libreria, come porta tv o per esporre oggetti ma solo come contenimento.

Mi han risposto “ma non è così che fan tutti?”

Ho fatto molta fatica a dimostrargli che un bel mobile contenitivo da cm 240 di lunghezza e cm 110 di altezza profondo 60 centimetri era più funzionale ed idoneo per la loro

expospecifica esigenza e che la zona camino(modulo doppio fulcro) che avevano già realizzato con tanto di mensole e porta tv era la loro “parete attrezzata” e non era il caso di ripetersi.

La parete attrezzata è quindi indispensabile quando si ha un’unica parete da arredare e se ben progettata ci consente di rispondere a molteplici esigenze come inserire il televisore,l’impianto stereo, libri, oggetti e chi più ne ha più ne metta.

Prima di comprare una parete attrezzata chiediti quindi se è quello che ti serve davvero.

Se dopo un’attenta analisi hai deciso di inserire una parete attrezzata leggi il seguito per districarti nei meandri dell’offerta attuale.

A SPALLA PORTANTE

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La spalla portante è il fianco  e i vari elementi sono concatenati in modo che tra due di essi c’è un fianco in comune.

Una volta composta è più o meno indivisibile, è un corpo unico ed è piuttosto difficile cercare di frazionarla per adattarla ad altri spazi.

In genere è componibile e disponibile in varie altezze e larghezze ed è la tipologia arrivata per prima sul mercato.

Chi ha prodotto per primo in Italia la parete attrezzata a spalla?
Ecco il copia incolla con l’azienda Lema:

1978 — Tito Agnoli firma Lo Scaffale, primo sistema italiano a spalla portante in piu’ finiture realizzato su scala industriale: un programma che avra’ grande successo per la perfetta adattabilita’ a esigenze e stili diversi.

Ritengo che le evoluzioni successive della parete a spalla sono poca cosa rispetto alla grandezza di chi l’ha progettata per la prima volta.

Da un po’ di tempo la soluzione più richiesta è quella a bussolotti che presenta rispetto alla prima alcuni vantaggi come la possibilità di modificare la composizione anche dopo averla acquistata ed in genere ha un costo più basso.

PARETE A BUSSOLOTTI

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I bussolotti sono mobili finiti di varie dimensioni che accostati tra loro insieme a mensole ed accessori, formano composizioni molto movimentate e forse potenzialmente più dinamiche rispetto alle pareti a spalla.

Con piccoli espedienti si possono realizzare grandi composizioni utilizzando pochi elementi ben distanziati tra di loro con il conseguente vantaggio di ridurne il costo complessivo e risultare più snelle.

Per ottenere un buon effetto è importante che la parete di fondo sia colorata in contrasto in modo da creare uniformità ai vari elementi che altrimenti potrebbero risultare slegati tra di loro.

Non riesco a risalire all’origine di questa tipologia ma posso certo affermare che la prima azienda a creare composizioni assai vicine a quelle che vediamo oggi è stata Minottitalia che nel 1990 propose delle soluzioni davvero nuove che io vendetti in grande quantità (purtroppo non sono riuscito a trovare immagini).

Da un po’ di tempo sono disponibili soluzioni miste con bussolotti e spalla integrati.

Sia la versione a spalla che quella a bussolotto sono disponibili sul mercato in tutti, dico tutti gli stili possibili: classico, country, rustico, minimal, rococò, effetto swarovsky, tirolese, coloniale, arte povera eccetera eccetera eccetera, ma questa è un’altra storia e ne parleremo nei prossimi capitoli.

Con la spalla puoi inglobare un camino…

calò camino

   … o una porta

PANARO 2

 scansare finestre…

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… spalle a terra e sospese…

pancaldo 2

Con i bussolotti puoi …

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…puoi…

conte2

o puoi …

dursi giusy

e puoi…

Pinto noci 2

ma puoi anche…

romanazzi

e …

sabrina 2

 

 non ti spiego i dettagli di questi progetti che sono anche storie interessanti per me  ma potrebbero essere una palla per te che forse vuoi sapere …

ma come si progetta una parete attrezzata?“.

Da dove si comincia?

Non c’è assolutamente nulla che tu possa fare in termini progettuali se non impari a disegnare in scala o ad usare un programma di grafica.

Per cui se riesci ad usare un programma grafico puoi trovarne anche di semplice utilizzo e gratuiti su internet.

In mancanza di tecnologia devi imparare a disegnare in scala e se questo ti fa paura, seguimi attentamente perché ti insegno a farlo all’istante e senza calcolatrice.

Incominciamo con la scala più usata dai progettisti, la scala 1:20.

Ogni centimetro sul foglio equivale a 20 cm nella realtà.

Facciamo un esempio:

per  disegnare una linea lunga cm 44 puoi fare 44:20 ed ottieni 2,2 cioè cm2,2

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ma puoi anche, senza staccare la matita dal foglio contare di 20 in venti ad ogni centimetro e di due in due ogni millimetro quindi all’uno dici 20, al due dici 40, al primo trattino dici 42 al secondo trattino sei al 44.

Se vuoi disegnare una linea lunga cm 210, anzi facciamo 211 perché mi è scappata una frazione, allora ecco il risultato:

Al 5 sono 100, al 10 sono 200, poi 210 ed infine 211.

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Provaci e vedrai che è molto più semplice di quanto sembra e se ti alleni un po’ sembrerai un cervellone con la scala incorporata nel cervello.

Per la scala 1:50 è altrettanto semplice, basta contare di 5 in 5.

Per quella 1:25 altrettanto semplice..  2,5…5…7,5…10… e poi 25…50…75….

Per quella 1:100 penso sia superfluo spendere una parola.

Per le tue esercitazioni ti consiglio la scala 1:20.

Se usi sempre la stessa finirai per farti l’occhio e poi tutto diventa più automatico anche nelle proporzioni.

Accidenti ho scritto già 1244 parole.

Devo darti appuntamento al prossimo capitolo.

Michele De Biase

Leggi il Capitolo 4 su come progettare una parete attezzata.

Capitolo 1

Capitolo2

Capitolo 4