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Un Divano a Prova di Gatto

UN DIVANO A PROVA DI GATTO

ZOE

 

TULLIO

Tullio, il mio gattino trovatello, ha annullato tutte le nostre precauzioni sui nostri divani, graffiando, sfibrando, sfilacciando,abbruttendo ed invecchiando ogni bordo tessile sul quale le affilatissime unghie passavano per diletto.

Così mi è venuta una grande idea:

Perché non regalare a tutti i nostri clienti un bel gattino?

La vita media di divani, sedie e accessori tessili si ridurrebbe e i miei affari… ok ok scherzavo anche perché faccio parte della famiglia degli amanti degli animali ( non per questo voterò Movimento Animalista che me par na strunzat!) e non sfrutterei i miei piccoli amici per i miei sporchi affari.

Detto questo, partendo dalla mia personale necessità di proteggere i miei divani da Tullio e proteggere Tullio dai miei accessi d’ ira ( ma quando mai?) sono andato alla ricerca di un tessuto a prova di gatto.

Ed è così che ho trovato un tessuto resistentissimo e in grado di sopravvivere alle mascalzonate dei nostri piccoli amici.

Leggi un po’ qui

 

 

Quindi come puoi vedere le premesse sono ottime e questo tessuto è valido sia per convivere serenamente con piccoli animali come cani e gatti , sia per combattere contro piccoli animaletti invisibili che si annidano nei tessuti tradizionali.

Questo tessuto ci aiuta anche a gestire gli  animali più grandi, tipo gli “Umani” piuttosto sgraziati che rovesciano caffè, coca cola, gelato e lasciano cadere la fetta di pane burro e marmellata di mirtilli che inevitabilmente finisce sul divano dalla parte giusta, quella farcita.

Questi “Umani” non ci faranno più paura.

Ma  non temeremo più i jeans borchiati, le chiavi in tasca, i tessuti scadenti che si stingono, i capelli grassi, gli starnuti, le scarpe appena lucidate.

Più spazio anche ai bambini, soprattutto a quelli degli altri, che non guarderemo più con apprensione.

Libertà infine per chi vive sul divano e lo preferisce al materasso sia per dormirci che per fare l’amore.

Ma torniamo al tema principale, il divano a prova di gatto.

 

Proprio oggi ho consegnato un divano con queste caratteristiche e la mia cliente ha subito postato le immagini su Facebook:

 

Grazie Eva D’Errico per la tua recensione !

In privato Eva mi ha simpaticamente riferito che Zoe non ci ha nemmeno provato ad affondare i suoi artigli perché scoraggiata dalla resistenza del tessuto.

Ed Eva grazie al suo entusiasmo non si è limitata a rilasciare questa graditissima recensione ma mi ha già accennato che acquisteranno, per la loro meravigliosa struttura ricettiva, delle nuove sedute con questo tessuto (se hai pensato di venire in vacanza ad Alberobello, ed ami la nostra natura, la nostra storia e  la nostra tranquillità non puoi non andare in questo posto che racchiude in se tutto il fascino della Puglia  www.masseriatorricella.it)

 

AGRITURISMO MASSERIA TORRICELLA

 

Sono disponibili varie colorazioni e varie trame e se vuoi saperne di più visita il sito Aqua Clean.

 


 

Se invece vuoi toccare con unghia di persona vieni a trovarmi ad Alberobello e naturalmente… porta con te il tuo gattino!

 

Michele De Biase

 

 

Michele De Biase
Ho 55 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

 

 

 

 

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Sei Regole per arredare una camera lunga e stretta

Sei regole per arredare una camera lunga e stretta.

Che si tratti di una camera matrimoniale o di una qualsiasi altra stanza della casa non c’è niente da fare

la camera lunga e stretta non ci piace.

Non ci piace perché  ci ricorda il corridoio o perché  ci ricorda un  posto di transito  anziché uno in cui sostare  e quindi un luogo dal quale fuggire anziché il porto sicuro che cerchiamo per rilassarci e ritemprarci.

Cosa fare quindi se ci troviamo di fronte ad un inospitale ambiente lungo e stretto?

Demoliamo le pareti?

Cambiamo casa?

Ci deprimiamo?

Calma ragazzi, calma!

Non tutti i mali …

Ho qui la ricetta segreta per trasformare il brutto anatroccolo, per cui se vuoi che la tua orribile camera diventi un paradiso leggi attentamente le sei preziose regole.

Ecco i  sei consigli che nella  peggiore delle ipotesi ti permetteranno di evitare errori e migliorare la situazione:

 

Lo Sdoppiamento

L’Accesso

La Perpendicolarità

Il Disordine

L’arrotondamento

La Disposizione in base alla luce naturale

 

1 LO SDOPPIAMENTO

Che voti avevi in geometria?

Credo che anche con un “sei meno” sarai in grado di dividere un rettangolo in due in modo da avere due poligoni regolari più vicini al quadrato che al rettangolo.

Ipotizziamo quindi di dover lottare con una camera lunga e stretta, magari matrimoniale, di queste dimensioni

camera lunga e stretta

 Il problema è davvero serio, almeno così sembra.

Questa stanza si presenta così e pare che non abbia nessuna intenzione di lasciarsi arredare

Sembra un corridoio ed è necessario un intervento.

Proviamo a dividerla in due parti in modo da “quadrarla”.

 

In questo caso, vista la posizione di porta e finestra, ho preferito inserire l’armadio nella prima parte e il letto nella seconda.

Un abbassamento in una delle due parti non sarebbe male.

L’armadio andrebbe incassato e se ti piacciono gli specchi senza temere di imitare una garçonnière, puoi ottenere un effetto di maggiore profondità.

Quindi metti il guardaroba nella zona meno luminosa e il letto dalle parti della finestra con vista sul golfo di Napoli o se preferisci sul Colosseo (soprattutto se sei un politico di successo) e la tua camera  lunga e stretta diventerà una meraviglia!

  

Se poi vuoi metterci un po’ di sana decorazione antiminimalista post ricovero  ecco una soluzione

 

Lo spazio è sempre lo stesso ed è la stessa camera lunga e stretta , ossia “camerlonga” umanizzata, quadrata e personalizzata secondo il carattere e l’umore del momento.

Sono stato “scpiecato“? 

2 L’ACCESSO

Questo paragrafo sarà molto breve per tua fortuna.

Il concetto è semplice e complementare al precedente:

se hai una camerlonga posiziona la porta di ingresso sul lato più lungo in modo da ridurre al massimo la percezione “corridoiale” ( evviva i neologismi!).

Naturalmente questo è valido solo se hai la possibilità di posizionare la porta dove vuoi e questo molto spesso è possibile anche se poche volte si ha il coraggio di farlo.

Quindi, tornando alla stanza precedente la porta è già posizionata sul lato più lungo ma se la spostiamo ancora verso il centro…

 come vedi spostando di poco l’accesso possiamo ottenere un duplice miglioramento:

  • possiamo sfruttare anche la parete di destra 
  • abbiamo una visione prospettica migliore
  • inserendo un guardaroba a muro sul lato corto, riduciamo otticamente  la lunghezza della stanza

ok sono tre e mi sono anche fermato perché in realtà potevo elencare molti altri vantaggi.

Non dirmi quindi che non puoi spostare la porta perché il muratore e l’elettricista bla bla bla…

3LA PERPENDICOLARITA’

Non andare a cercare la parola sul vocabolario perché esiste e non è un mio solito neologismo anche se nel mio caso significa semplicemente che gli arredi in una camera lunga e stretta vanno disposti in modo perpendicolare ai lati lunghi.

Facciamo un esempio?

Torniamo alla nostra camerlonga e ipotizziamo che debba essere utilizzata come camera per ragazzi.

Qualcuno mi presenta a volte orgogliosamente soluzioni di questo tipo…

“Vedi Michele, ho pensato e ripensato e dopo lunghe riflessioni sono certo che questa sia la soluzione migliore”

” Bravo Romualdo e mi dici cosa c’è di tanto geniale?”

” E’ semplice. Ci sono due belle scrivanie sotto la finestra, i due ragazzi hanno il loro lettino autonomo e c’è un bel grande guardaroba all’ingresso”

” Perfetto va tutto bene tranne che è una bella cagata!”

Hai reso la tua camerlonga non un semplice corridoio ma un parcheggio di mobili e pure in doppia fila!

Ecco una  soluzione corretta

Tutti gli arredi sono inseriti nel senso perpendicolare rispetto alle pareti più lunghe in modo da ottenere un effetto più armonioso.

Naturalmente il concetto è valido per tutti gli altri ambienti della casa.

Perpendicolarizza quindi tutto quello che si può perpendicolarizzare (scioglilingua!)

 

4 IL DISORDINE

Non hai letto male.

Il disordine in alcuni casi rende la tua camerlonga meno… longa.

Sono certo che non te l’aspettavi, soprattutto se sei un arredatore, ma fidati, un eccesso di ordine leccato finisce per  mettere in evidenza la rettangolarità dell’ambiente.

Esempio.

Immaginiamo che questa sfigatissima camerlonga di cui abbiamo parlato tu debba utilizzarla per il soggiorno.

A dire il vero lo sfigato saresti tu perché un salotto così son sicuro che non ce l’hanno nemmeno i giapponesi.

Eppure oggi sono in vena di miracoli e ti do subito la soluzione

 

Iniziamo con il disporre i pezzi in modo asimmetrico evitando di schiacciare il divano contro il muro e inserendo le poltroncine ballerine.

Qualche accessorio di qua e di la e poi….

 

un disordine ordinato o un ordine disordinato.

Colore alle pareti interrotto, divano di colore diverso da quello delle poltrone già diverse tra di loro.

Parete attrezzata asimmetrica e accessori sfusi e tutto si può dire tranne che la camera sia “evidentemente” lunga e stretta.

E a me piace tantissimo, anzi questa soluzione la ritengo geniale e la adoro.

Ecco altre immagini

 

5 L’ARROTONDAMENTO

Un altro sistema per ridurre la percezione della lunghezza di una camerlonga è quello di ridurne la spigolosità, un po’ come si fa nei giardini per renderli più naturali.

Riprendiamo la nostra stanza quindi e proviamo a farla diventare una cucina anzi immaginiamo che le richieste siano di una cucina da arredare con una qualche forma di isola o penisola.

Tra le migliaia di opzioni possibili scegliamo la più odiata dagli architetti minimalisti:

LE CURVE

No no no…

non è un film porno ma la nostra soluzione della  regola numero 5.

Arrotondiamo gli spigoli con le mensole e coerentemente cerchiamo forme curve anche tra i mobili.

Ho pensato al modello “Volare di Aran” ecco qualche immagine scattata velocemente nel mio negozio

 

Liberamente ho tracciato delle linee per questa quasi impossibile soluzione

 

Le forme curve riducono fortemente la spigolosità della camerlonga rendendola più “dolce” e gradevole migliorando la percezione di “rettangolarità” dell’ambiente.

  

  

 

6 LA DISPOSIZIONE IN BASE ALLA LUCE NATURALE

Prendiamo in esame sempre la nostra “camerlonga” e cerchiamo di capire cosa  è questa “storia” della luce naturale.

Come ho ribadito più volte, la luce è un elemento chiave nell’arredamento e in questo caso specifico, può aiutarci a 

creare plasticamente effetti  differenti a seconda della quantità di luce presente.

La differenza di luci e ombre e di zone più e meno luminose ci regalerà una percezione di minore spigolosità.

Quindi tornando alla nostra camera, essendoci una fonte di luce unica, ci ritroveremo la zona di ingresso meno luminosa rispetto al resto della stanza.

Bene!

Perché bene?

Perché questa differenza di luce distoglierà il nostro sguardo che si concentrerà sulle parti più luminose e ingannerà il nostro occhio.

Quello che dobbiamo fare quindi, nel caso ci dovessimo trovare alle prese con una stanza come quella che abbiamo torturato oggi, è assecondarla e non lottare con i colori ed altri trucchi per ridurre questa percezione.

Bisogna solo fare attenzione a posizionare nella zona più luminosa quello che è bene che si trovi in zone con più luce, esattamente come ho fatto in tutte le proposte di questo articolo.

Se rivedi attentamente tutte le disposizioni, potrai notare che ho disposto nella zona più luminosa volta per volta, quello che necessita di più luce inserendo il resto nella zona in penombra.

Bene ho superato le 1300 parole e penso che possa bastare.

Naturalmente, come dico in ogni articolo in cui si parla di regole:

c’è chi dice che l’unica regola è non avere regole e c’è chi dice che le regole non sono mai abbastanza.

Se non ti piace la parola “regola” chiamala “consiglio” oppure parere o come vuoi tu.

La cosa importante è che prima di fare acquisti inutili, rifletti attentamente ed evita di arredare la tua casa  senza criterio.

Se non ci riesci da solo, rivolgiti ad un professionista ma evita di riempire a casaccio la tua casa, perché lunga e stretta, piccina o grande è sempre il tuo porto sicuro e devi starci bene e vivere in pace con te stesso e con chi ami.

Michele De Biase

 

Michele De Biase
Ho 55 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

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Riadattare la Cucina

RIADATTARE LA CUCINA

 

 

Sei in procinto di cambiare casa e vuoi salvare la tua cucina ma non sai da dove incominciare?

In questo articolo troverai degli ottimi suggerimenti per non fare errori e per evitare di ritrovarti con una cucina arrangiata dopo aver speso più soldi di quanti non ne servano per acquistarne una nuova.

Questi suggerimenti valgono anche per coloro che vogliono spostare la cucina da un ambiente all’altro della propria casa o per chi ne ha acquistata una usata  su E Bay o in offerta in un outlet  o per tutti quelli che in qualche modo sono stati fregati e persino per chi ne ha vinta una alla lotteria del Bar Sport o alla sagra delle orecchiette.

In ogni caso tutte situazioni in cui è necessario riadattare la cucina.

Forse ti sembrerà strano che un rivenditore ti aiuti a riutilizzare un prodotto anziché spingerti all’acquisto di uno nuovo ma… “che vuo’ fa’”, fa parte della mia missione e comunque se sei interessato a questo argomento significa che non sei intenzionato al momento a comprare una cucina nuova.

In ogni caso, questo articolo ti servirà anche a capire se l’impresa vale la spesa.

Mettiti comodo perché è un po’ lunghetto

Vediamo dunque passo dopo passo cosa fare.

COSA FARE PER RIADATTARE LA CUCINA

1 ELENCO DEGLI ELEMENTI

La cucina è composta da vari elementi assemblati tra di loro.

Basi di diversa misura, pensili, colonne, elementi con elettrodomestici.

In una composizione, i vari elementi si accostano e vengono poi unificati dai componenti interi quali piano di lavoro, zoccoli, cornici ecc..

Concentrati quindi sui singoli pezzi e fai un elenco distinguendoli tra di loro ed indicando il verso e la dimensione.

Per esempio:

Ipotizziamo che la tua cucina sia questa

Devi fare un elenco così:

BASI

base da 60 sinistra ( cioè che l’anta si apre verso sinistra)

base da 90 sottolavello

anta da 60 con lavastoviglie

base da 90 cassettiera

PENSILI

Pensile da 60 sinistro

Pensile scolapiatti da 90

Pensile da 60 destro

Cappa da 90

COLONNE

Colonna frigo cm 60 sinistro

Colonna forno da 60 destra

E’ chiaro?

Se hai fatto bene il tuo inventario avrai ora un elenco di pezzi “lego” da riassemblare e per faciltarti il compito ti consiglio di farti dei disegnini.

2 RIDISPOSIZIONE DEGLI ELEMENTI

Ora che hai l’elenco dei singoli componenti prova a sistemarli considerando che, con buona probabilità, gli elementi unificanti come il top, lo zoccolo ecc… dovrai cambiarli.

Sarà un po’ come progettare una cucina ex novo per cui dovrai fare attenzione ai vincoli esistenti come gli scarichi, le prese, le finestre ecc..

3 BASTANO, AVANZANO O MANCANO?

A questo punto potresti trovarti in una di queste tre situazioni:

1 Gli elementi della vecchia cucina li hai riutilizzati tutti.

In questo caso non posso che complimentarmi con te, soprattutto se sei riuscito ad utilizzare persino il top e gli zoccoli.

Nessun problema comunque per reperire nuovi piani di lavoro, zoccoli ecc…

Puoi rivolgerti agli stessi traslocatori o a degli artigiani o presso un punto vendita di mobili oppure se sei bravo nel “fai da te” troverai senza difficoltà i singoli elementi presso i negozi di bricolage.

2 Avanzano vari pezzi.

Ok ok niente drammi.

Li puoi riassemblare con nuovi piani di lavoro e realizzare pensa un po’ dispense, mobili per il ripostiglio, per il bagno e persino per creare un’isola o una penisola!

In questo caso ad esempio la nuova cucina è cm 360 anziché 420 e in più c’è una finestra.

Gli elementi avanzati opportunamente modificati possono diventare un’isola o una penisola

 

 

3 Ti manca qualche elemento.

 

 Se ti ritrovi quindi una cucina molto più grande e ti servono altri componenti devi innanzitutto fare questo tipo di analisi e porti le seguenti domande:

  • E’ UNA CUCINA IDENTIFICABILE? ( Scavolini, Aran, Lube ecc…)
  • ESISTE ANCORA L’AZIENDA PRODUTTRICE?
  • E’ UN MODELLO ANCORA IN PRODUZIONE?
  • SONO STATE APPORTATE MODIFICHE TECNICHE CON IL TEMPO? ( Le aziende cambiano a volte le dimensioni e altri dettagli molto importanti)
  • SI E’ OSSIDATA CON IL TEMPO?

 

Ecco le risposte:

1 Se conosci nome e cognome della cucina cerca i rivenditori della tua zona o chiama direttamente il servizio clienti della ditta produttrice. Spiega il tuo problema e con certezza ti diranno se il prodotto esiste ancora e se è possibile integrare senza difficoltà i nuovi elementi.

2 Se puoi completare la cucina ma le parti nuove risulteranno diverse per colore o per qualche dettaglio allora rifletti attentamente perché potrebbe essere meglio aggiungere pezzi completamente diversi o utilizzare qualche piccolo stratagemma per aggirare l’ostacolo.

3 Stesso discorso vale nel caso sia impossibile trovare basi e pensili uguali.

SOLUZIONI

Cosa fare quindi se non sono disponibili altri moduli?

1 Spesso la dimensione delle ante dei pensili è uguale a quella delle basi per cui puoi fare questa semplice operazione:

Acquista o fai realizzare da un falegname solo la carcassa delle basi  e utilizza come chiusura l’anta dei pensili.

Per il pensile quindi utilizza un’ anta universale ( ad es. anta vetro, alluminio ecc…)

Ecco un esempio

Come puoi vedere la nuova cucina è più grande di 60 cm

Prendo l’anta di un pensile da 60 e la utilizzo su una nuova carcassa da ordinare o da far realizzare dal falegname, poi utilizzo delle ante a vetro, una sul pensile rimasto senza anta e l’altra sulla carcassa di un pensile da ordinare

 

2 Crea blocchi completamente diversi e in contrasto. Per esempio su una cucina tutta bianca puoi creare un blocco colorato o in legno e viceversa.

Per blocchi intendo i sovrapensili, il blocco cottura, le colonne ecc..

 

3 Utilizza il cartongesso. Le parti mancanti puoi sostituirle con strutture in cartongesso o muratura per cui una cucina lineare può diventare ad angolo ecc..

 

 

4 Integra le parti mancanti con accessori tipo mensole, scaffali, cantinette ecc…

5 Rivolgiti ad un buon progettista nel caso in cui proprio non riesci a fare da solo.

CONCLUSIONI

Credo che ci sia poco da aggiungere se non qualche piccolo consiglio:

  • Valuta bene i costi e confronta i costi della cucina riadattata con quelli di una completamente nuova;
  • Prova a vendere la tua cucina alla persona che andrà ad abitare nella casa che stai lasciando;
  • Pensa anche alla possibilità di permutare la tua cucina  (leggi la mia proposta).

Non mi resta che augurarti un buon lavoro di taglio e cucito e invitarti a fare un commento che gradirò tantissimo.

Michele De Biase

 

 

Michele De Biase
Ho 55 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

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Una Cucina Senza Pensili

UNA CUCINA SENZA PENSILI

 

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COME QUANDO E PERCHE’ REALIZZARE UNA CUCINA SENZA PENSILI

Ho trovato molto spesso tra le parole di ricerca delle statistiche del mio sito la frase ” Cucina senza Pensili”.

Dopo averla ripetutamente ignorata ho deciso di affrontare questo particolare argomento cercando innanzitutto di capire perché ci sono tanti utenti che richiedono una “Cucina Senza Pensili” e ho pensato a queste possibili ragioni:

  1. ODIO I PENSILI
  2. LA MIA CUCINA È ALTA CM 180 O COMUNQUE TROPPO BASSA
  3. LA CUCINA SENZA PENSILI È PIÙ FIGA
  4. SONO TROPPO BASSO E NON CI ARRIVO
  5. VOGLIO RISPARMIARE E COMINCIO CON L’ELIMINARE I PENSILI
  6. LA PARETE È IN VETRO O COMUNQUE CI SONO FINESTRE E VETRATE
  7. LA PARETE È IN CARTONGESSO O COMUNQUE NON IDONEA PER POTERCI APPENDERE I PENSILI

Non so se tu che stai leggendo questo articolo hai un’altra arcana ragione che ti spinge a cercare una cucina senza pensili, in tal caso lasciami pure un commento, giusto per placare la mia curiosità.

In ogni caso devo dare un senso a questo articolo e darti una risposta per cui incomincio ad analizzare le possibili soluzioni ipotizzando che tu venga nel mio negozio e mi faccia delle domande.

“Scusa Michele , siccome le cucine con i pensili non mi fanno andare proprio in estasi mi potresti far vedere una cucina senza pensili?”

Certo signor “Odioipensili”, magari più che fartela vedere dovrei progettarla e disegnarla perché, anche se ho una esposizione con 24 cucine di certo non ho avuto la  brillante idea di esporne una siffatta!

In ogni caso, una cucina senza pensili ti creerà qualche problemino  tipo:

  • dove riponi le cianfrusaglie?
  • come smaltirai il profumo di cavoli?
  • al posto dei pensili lasci la parete completamente vuota o colto da “horror vacui” vuoi  delle alternative? In questo caso quali?

Per il momento mi fermo qui e comincio a dare delle risposte concrete.

Naturalmente la risposta sarà valida anche per il signor “Casa dei puffi” o ” Figo il diverso” o ancora “Risparmioni ” e così via.

RISPOSTE CONCRETE

1 Dove riporre piatti, bicchieri, spezie, olio, aceto, stuzzicadenti ecc…

A/ Non c’è dubbio. Aumenta il numero delle colonne.

Ne ho parlato anche nel mio articolo “Sei regole per una cucina perfetta” ( per la cronaca letto fino ad ora da ben 78.248 utenti) e se ti va di leggerlo ne avrai davvero un grande vantaggio anche perché se vuoi una cucina senza pensili ne avrai parecchio bisogno

Prendiamo un vecchio progetto con una cucina “normale”. Bada bene che quella che sembra una finestra è una nicchia che io ignoro per il momento ( leggi il mio articolo sulla nicchia )

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Progetto Mimmo De Leonardis

Ora eliminiamo i pensili

cucina senza pensili

 

Quindi inseriamo le colonne

cucina-senza-pensili-2

Cucina senza pensili

 

 

 

 

 

Noterai che mi sono preso qualche piccola licenza “poetica” tipo lo spostamento dello scarico (non farti fregare dall’idraulico, nella maggior parte dei casi è possibile, semplice ed economico!).

E ancora le ante delle colonne sono spezzate e sembra che manchi il forno.

Nessun problema… metti il forno dove vuoi, realizza anche ante più lunghe e se fai parte della categoria “casa dei puffi” abbassa le colonne così

 

Cucina senza pensili

o così

Cucina senza pensili bassa

In questa soluzione ho inserito una base al posto della colonna angolare nel caso in cui vi è la necessità di avere più piano di lavoro

Cucina senza pensili

Con finestra

Cucina senza pensili

Bene.

Se vuoi una cucina senza pensili cerca in tutti i modi di inserire delle colonne, sfruttando anche gli angoli come illustro in questo mio articolo ” Come creare dal nulla un ripostiglio in cucina“.

Se questo non è possibile e se la composizione dovesse essere per giunta piccola devi necessariamente utilizzare delle basi più profonde e anche più capienti passando al piano B

B/Si certo è possibile!

Non è vero che tutte le cucine sono profonde 60.

Ci sono alcuni modelli di alcune aziende disponibili con maggiori profondità ed altezza aumentando la capienza di oltre il 50%

valdesign

 

Come puoi notare qui abbiamo una meravigliosa Val Design profonda 75 (nota lo spazio dietro il lavello) con più capienza e maggiore piano d’appoggio.

Anche l’Aran World ha messo a punto uno strepitoso modello, LAB 13, allineandosi alla modularità tedesca e permettendo dimensioni “maggiorate”

una cucina senza pensili

 

Naturalmente, scusami se mi faccio un po’ di pubblicità, nel mio show room kucita troverai entrambi i modelli e potrai vedere dal vivo le due soluzioni.

 

In queste due immagini avrai notato l’inserimento di scaffalature a giorno che potresti inserire in alternativa ai pensili.

Come smaltire  il profumo di cavoli e pesce fritto

Se non vuoi i pensili forse non vuoi nemmeno la cappa visto che, fino a prova contraria, la cappa viene appesa in corrispondenza dei pensili.

Nessun problema.

Se vuoi una cucina senza pensili e non vuoi/puoi inserire né la cappa con ante né la cappa estetica hai tre possibilità:

  1. la cappa incassata nel controsoffitto;

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Bellissima e pulitissima oltre che estremamente efficace.

2. la cappa inserita sul piano

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Anche questa soluzione è molto interessante.

3. Nessuna cappa diretta ma un aspiratore o depuratore d’ambiente inserito dove possibile compatibilmente con le dimensioni dell’ambiente.

Horror Vacui

Se non ci metti i pensili potresti avere un po’ una sgradevole sensazione di vuoto.

Quindi se non hai una finestra che te lo riempie o una nicchia da sfruttare ecco le possibili soluzioni:

mensole..

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Scaffali…

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Ceramiche varie 

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Pittura lavagna

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e se vuoi qualche altra idea leggi pure il mio articolo ” Tra basi e pensili in cucina“dove  troverai delle soluzioni interessanti per rivestire l’interspazio tra basi e pensili.

Naturalmente puoi anche miscelare le soluzioni ed inserire qualche pensile di tanto in tanto.

Ma tutto dipende dallo spazio di cui disponi e dalle tue reali esigenze.

L’ultima immagine è quella di copertina, è in qualche modo una provocante soluzione con un poster anni 70.

Oggi ci sono delle belle carte grafiche trattate in modo tale da sopportare l’umidità dell’ambiante cucine e l’effetto è davvero strepitoso.

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CONCLUSIONI

In ogni caso, una cucina senza pensili non è un modello, non è una ditta e non è una soluzione stereotipata.

Una cucina senza pensili è un’idea, un concetto, un progetto e come tale va studiato e progettato con la giusta esperienza.

Buona cucina!

Michele De Biase

 

Michele De Biase
Ho 54 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

 

 

 

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Come arredare un corridoio

Come arredare un corridoio

COME ARREDARE UN CORRIDOIO

Corridoio da arredare

Ho già parlato abbondantemente del corridoio  in un articolo di qualche mese fa e il fatto che ne parli ancora dimostra tutto il fascino che esercita nei miei confronti,forse anche grazie ai ricordi della mia infanzia, questo ambiente poco apprezzato della casa.

Arredare un corridoio è molto più complesso di quello che sembra e in questo articolo capirai perché.

Il corridoio è pressoché indispensabile a collegare i vari ambienti della casa in modo ordinato anche se in fase progettuale è buona norma cercare di non abusarne per evitare di sottrarre spazio prezioso agli altri ambienti.

Ma se hai già una casa con un grande corridoio e non vuoi fare grandi modifiche cosa devi fare per ottenere un grande risultato, magari con un minimo sforzo?

Oppure detto in italiano, come arredare un corridoio?

Servono dei disegnini e delle ipotesi e mi appresto a realizzarli per darti delle idee e delle soluzioni facili facili da applicare.

Ecco una situazione piuttosto plausibile.

Arredare un corridoio

 

 

Un bel corridoio da cm 180 per 650 che si presenta più o meno così

Corridoio da arredare

 

Allora come lo arrediamo?

Innanzitutto proviamo a fare un piccolo elenco degli arredi che ci mancano.

Sicuramente avrai bisogno di armadi perché si sa che gli armadi non bastano mai e menomale per me che li vendo!

Gli armadi servono come guardaroba ma c’è chi ci mette di tutto, dai tappeti nel cambio di stagione agli sci.

Quindi come prima ipotesi valutiamo la soluzione ARMADI.

La profondità standard è di cm 60 ma è possibile averli di serie anche in profondità inferiori.

Come guardaroba la profondità ideale rimane cm 60 ma è possibile appendere gli abiti anche in profondità inferiori inclinandoli leggermente o usando particolari appendiabiti.

Potresti avere bisogno di una armadio meno profondo per queste ragioni:appendiabiti estraibile

  • Il corridoio è meno largo di cm 160/170 per cui mettendo l’armadio da cm 60 il corridoio diventa troppo stretto.
  • La posizione delle porte non te lo permette.
  • Soffri di claustrofobia.
  • Varie ed eventuali

Nel primo caso, come ti ho già detto, è sufficiente  optare per armadi di serie profondi circa 45 o anche meno oppure realizzarli su misura.

Nel secondo caso se ti va di fare un po’ di polvere, sposta le porte in modo da lasciare la giusta profondità.

 

Prima…Come arredare un corridoio

Dopo…

Corridoio da arredare

Prima di mostrarti l’immagine del corridoio arredato in questo modo ti metto in guardia da un paio di cose:

1 Il corridoio restringendosi ti sembrerà più lungo;

2 Un armadio così grande, magari anche con ante molto grandi potrà sembrarti opprimente.

Vediamo un po’ come si presenta…

Arredare corridoio

 

Pratico, funzionale ma… forse un po’ invadente!

Vediamo come migliorare il tutto.

Innanzitutto ribassiamo il corridoio a cm 240 e riduciamo l’altezza dell’armadio

Come arredare un corridoio

Va già meglio vero?

Ok vediamo di migliorarlo ancora .

Che ne pensi di fare arrivare un po’ di luce dal soffitto?

Come arredare un corridoio

Magari di notte puoi guardare le stelle!

Ok ok …. è valido solo per chi è proprietario del terrazzo.

Ma se puoi farlo prendilo nella dovuta considerazione.

Vado avanti con tutta una serie di varianti.

Nell’immagine successiva c’è una soluzione che a me piace particolarmente e cioè quella di spezzare il corridoio inserendo una portaCome arredare un corridoioQuesta soluzione è usata molto poco e sinceramente non capisco perché non viene compresa abbastanza visto che dà innumerevoli vantaggi:

  1. Riduce la profondità del corridoio migliorando l’effetto visivo;
  2. Dilata otticamente lo spazio;
  3. Crea ulteriore privacy tra le camere.

Nota che ho inserito dei quadri ( leggi il mio famoso articolocome appendere i quadri alle pareti“) e modificato un po’ l’armadio inserendo al centro uno specchio

Come arredare un corridoio

 

Se hai una porta anche dall’altro lato potresti incassare gli armadi e portare la porta all’esterno come in questo caso

corridoio-con-porta

 

Ecco l’immagine

corridoio-con-porta-2

 

Naturalmente tutte le soluzioni di cui abbiamo parlato possono essere interpretate anche con delle semplici scaffalature, librerie,vetrine, espositori eccetera.

Tutto dipende da quello che ti serve.

Se opti per la soluzione del corridoio spezzato in due, puoi anche arredare la prima parte, magari più a vista dal soggiorno, con delle librerie e la seconda parte con degli armadi.

 

Come arredare un corridoio

 

Ricorda che le librerie sono meno profonde degli armadi.

Di serie son circa 35 ma puoi realizzarne anche di meno profonde.

Se quindi hai un corridoio largo cm 130/140 e ti serve una libreria, non temere di realizzare una libreria anche di cm 20 di profondità perché una buona parte di libri ci sta comodamente.

Io ho realizzato una libreria profonda cm 14 ed è stato un successo!

Ora ritorniamo alla situazione iniziale e vediamo quali sono gli errori da evitare.

1 Non inserire a casaccio tanti pezzi eterogenei tutti insieme  tipo il comò della nonna cui sei tanto affezionato ma che non hai avuto il coraggio di mettere in camera da letto, con la  libreria comprata ad Ikea che ti è costata tre domeniche per il montaggio e insieme a qualche altro pezzo che ti hanno regalato.

Infatti il corridoio non è la stanza del disordine o peggio un deposito dove mettere, seppure più o meno ordinatamente, tutto quello che ti è avanzato.

corridoio-con-vari-pezzi

 

2 Non inserire quadri molto grandi perché non avresti nemmeno lo spazio per guardarli correttamente.

corridoio-con-quadro-grande

 

3 Evita di inserire mobili molto grandi di cui vedi le fiancate. Fianchi di armadi o credenze sono terribili da guardare!

armadi-ingombranti

 

4 Cerca di far si che della luce naturale arrivi in qualche modo nel corridoio.

Puoi forare il soffitto come abbiamo visto, o anche una parete magari adiacente al soggiorno, o realizzando una delle porte con del vetro opaco.

5 Leggi assolutamente l’altro mio articolo che parla del corridoio cliccando QUI perché troverai ancora tante belle idee.

Come hai potuto notare arredare un corridoio non è affatto semplice anche se… dopo la lettura di questo articolo credo che tutto sia più facile! Almeno spero!

Lasciami un commento e fammelo sapere.

Non mi resta che salutarti e darti appuntamento al mio prossimo post.

Parlerò di un argomento forse un po’ fuori moda ma che ho ritrovato più volte nelle statistiche di ricerca nel mio sito e riguardo l’americanissimo “angolo bar”, un sogno  forse molto maschile ma quasi mai realizzato.

A presto!

Michele De Biase

Michele De Biase
Ho 54 anni e arredo case da 30 anni. Amo il mio lavoro che svolgo con passione nel mio negozio ad Alberobello e on line attraverso questo blog che conta oltre un milione di visite l’anno.

 

 

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Fazzini

FAZZINI E IL FASCINO DELLA QUALITÀ

In tempi di crisi e di low cost c’è qualche matto che continua a credere nella qualità, nei materiali di primissima ESSERE 4scelta, nel legno e le sue venature fiammate, negli interni rifiniti anche se non si vedono, nella robustezza e nella bellezza che inevitabilmente ne deriva.

 

Renato Fazzini, venuto a mancare poco tempo fa, disprezzava le mode e tutti coloro che vendono prodotti economici.

Fazzini non accettava la tendenza assai comune del  “è figo spendere poco”  e ora che  il timone dell’azienda è passato ai suoi figli sono contentissimo che loro impunemente continuano imperterriti a perpetrare i delitti di famiglia.

Antonio, Andrea e Giuseppe sono riusciti nell’impossibile impresa di credere ancora nella “qualità visibile” tipica degli artigiani

3-300x202

e allo stesso tempo permettere ai suoi partner rivenditori di abbassare il prezzo di vendita con il risultato di risultare competitivi anche nei confronti delle aziende che ne hanno copiato (con pessimi risultati estetici) la modellistica.

Si perché Fazzini ha inventato il curvo con il modello Marylin che io stesso ho presentato alla “Fiera Del Levante” del 1996 con un successo unico in tutta la mia storia.

Dopo quel grande successo sono proliferate le imitazioni, anzi le brutte copie e incredibilmente molte delle aziende “Pirata” sono scomparse mentre FazziniSchermata-2015-03-13-alle-12.00.38 (1) è ancora sul mercato con grande forza e vigore in collaborazione continua con il disegnatore che li segue dai tempi della Marilyn, Ivano Parma, simpaticamente soprannominato dai suoi amici Lucio Dalla
per la sua somiglianza con il grande cantautore.

Alla Marylin ancora in produzione (a testimonianza della longevità delle linee) si sono aggiunte nuove collezioni, tutte riconoscibili e fortemente caratterizzate da una forte identità, un marchio di fabbrica unico e davvero inimitabile.

Le immagini parlano da se…

FAZZINI FAZZINI DREAM GLAMOUR 10.12 3 FAZZINI ESSERE 1 FAZZINI ESSERE 11 FAZZINI ESSERE 12 MARILYN GLAMOUR 8 FAZZINI
MARILYN GLAMOUR 11

 

Chiunque osserva da vicino i prodotti Fazzini percepisce immediatamente la differenza con gli altri comuni mobili e chi se ne innamora li acquista e conserva nel tempo il proprio entusiasmo, il piacere e l’orgoglio della propria scelta.

Ho clienti che a distanza di anni mi richiedono prodotti Fazzini per completare il proprio arredamento e conservano il ricordo del loro acquisto con tutti i dettagli, dal momento della  scelta al prezzo concordato, dal momento del montaggio con  tutti i piccoli eventi collaterali alla soddisfazione che hanno provato mostrando i loro prodotti a parenti e amici.

C’è una piccola pecca nella produzione Fazzini e riguarda la scarsa componibilità.

In un’ era in cui la maggior parte della clientela richiede armadi su misura per il massimo sfruttamento dello spazio e pareti attrezzate componibili per una migliore personalizzazione, Fazzini risponde con soluzioni standard e poche variabili soprattutto nelle dimensioni.

Di questo grave “peccato” di cui Antonio dà ampie spiegazioni che riguardano soprattutto la ottimizzazione dei processi produttivi e l’abbattimento dei costi, la ditta Fazzini ne è consapevole e si fa ampiamente perdonare con una pressoché infinita serie di finiture disponibili.

In pratica è possibile scegliere  un armadio della ditta “Pinco” di un colore ad esempio “frassino venato verde lucertola” e Fazzini ti fa il letto dello stesso colore.

Basta inviare un campione e il problema è risolto.

Nella maggior parte dei casi la personalizzazione del colore non comporta nessun sovrapprezzo.

Non ti resta che toccare con mano il prodotto e richiedere un preventivo.

Ho  inserito nel mio showroom diversi ambienti Fazzini e possiamo consegnare ovunque, paesi esteri inclusi.

Per qualsiasi chiarimento puoi contattarci :

080 432 29 60 

linea3arredamenti@linea3arredamenti.it

oppure venirci a trovare direttamente ad Alberobello

via D. Aversa 44

 

Michele De Biase

 

 

 

 

 

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Come creare dal nulla un ripostiglio in cucina

Non hai un ripostiglio in cucina?

 

ripostiglio-in-cucina

 

 

Scope, aspirapolvere, secchi e detersivi ma anche pentoloni e accessori da cucina poco usati, manodomestici e griglie per il barbecue non sai dove tenerli?

Ti manca uno spazio a portata di mano dove riporre un sacco di cose e purtroppo ti manca un benedetto ripostiglio in cucina!

Niente paura, ci sono qua io a dare consigli incredibili e facili da comprendere e realizzare e non ti deluderò neanche questa volta.

Incomincio ad ipotizzare una stanza con delle dimensioni di circa tre per quattro e nel caso la tua situazione sia un po’ diversa beh…fai un piccolo sforzo e prova a vedere se puoi adattarla.

ripostiglio-blog

 

Se rinunci al ripostiglio in cucina  è possibile che tu abbia intenzione di arredarla così:

ripostiglio-blog-2Però!

Niente male!

Si vede che sei preparato!

Avrai letto il mio articolo “6 regole per una cucina perfetta” e devo farti i miei complimenti perché hai studiato davvero bene!

Si però c’è un piccolo problema… manca il ripostiglio in cucina!

Incominciamo a vedere come fare…

soluzione 1 

ripostiglio-3

 

Come hai detto?

Non vuoi rinunciare alla colonna forno?

ok ok guarda allora questa

ripostiglio-blog-3Chiaramente sono possibili ulteriori variazioni ma di fatto hai realizzato un piccolo ripostiglio in cucina  in poco spazio.

Puoi realizzarlo con del cartongesso o del multistrati o puoi trovarlo già confezionato in un buon negozio di arredamenti.

Se la porta è posizionata in questo modo o se puoi spostarla puoi ottenere un ripostiglio in cucina più grande

ripostiglio-4Il trucco è tutto nell’angolo!

Trova un angolo e riesci a piazzare un ripostiglio in cucina con facilità!

ripostiglio-5

Questi spazi così ottenuti possono diventare anche delle piccole lavanderie con tanto di inserimento di lavatrice, lavandino e asciugatrice

ripostiglio-6Attenzione alle dimensioni!

Affinché un ripostiglio in cucina possa essere integrato  è necessario che le fiancate non siano inferiori a 60 centimetri e per accedervi agevolmente è importante che la porta sia almeno di cm 65/70 

dimensioni-ripostiglio

 

La dimensione ottimale è cm 120x 120 a filo più lo spessore della muratura.

Se non ti va di creare murature o strutture  in cartongesso e ti stai magari anche ponendo il problema della porta e degli abbinamenti dei vari materiali hai molte valide alternative confezionate!

Alternativa 1

Scegli una cucina che abbia di serie un ripostiglio confezionato.

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ripostiglio-immagine

Ci sono diverse soluzioni e se trovi un bravo progettista non avrai problemi!

 

Alternativa 2

Inserisci una cabina armadio confezionata realizzata da una qualsiasi ditta di camerette o di armadiature e trova i giusti abbinamenti o fatti consigliare, magari non da un venditore che ti ha messo a disposizione solo 25 minuti per comprare una cucina!

cabina-armadio cabina-armadio-angolare

Non farti fregare dal fatto che sono da camera o da cameretta!

Togli gli appendiabiti e mettici quello che vuoi!

Alternativa 3

Se non hai un angolo disponibile o comunque non hai trovato la giusta soluzione mettici un semplice armadio o aumenta il numero delle colonne.

In qualche modo una soluzione è sempre disponibile… basta saperla cercare o meglio… basta rivolgersi al professionista giusto!

Il prezzo?

Del professionista o della cabina?

La cabina la trovi a partire da 450 euro.

Il costo del professionista… beh chiedilo a lui!

 

Michele De Biase

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La cucina Industrial

LA CUCINA INDUSTRIAL

La cucina industrial è di tendenza ed è arrivato il momento di capirci qualcosa in più, come ad esempio chi l’ha inventata, quali sono gli elementi caratterizzanti, chi la produce, come la si può realizzare in modo alternativo e magari quanto costa.

ORIGINE DELLA CUCINA INDUSTRIAL

Hai presente quelle case dei film americani realizzate nelle vecchie fabbriche?

 

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Soffitti altissimi, tubi a vista, mattoncini rossi e mobili riciclati, biciclette e frigoriferi enormi con centinaia di magneti ed adesivi, vetrate in ferro grigio e legno nodato e grezzo, vetri con rete metallica, ingranaggi vari, lampade da capannone industriale, cemento e intonaco scrostato…

Insomma tutto un mondo metropolitano pieno di fascino che ha alimentato il gusto di ristrutturare dei loft per farne delle abitazioni e viverci al riparo da claustrofobia e oppressione da scatola giapponese.

Questa tendenza, nata in America circa trent’anni fa, si è diffusa in tutto il mondo e da un paio di anni ha coinvolto anche lo stile delle nostre cucine componibili che sottraendosi alla tirannia del minimal e del bianco con gola, hanno portato una ventata di calore e vissuto.

Dopo l’approdo dello stile “Industrial” con la cucina Diesel, molte aziende produttrici stanno cavalcando la tendenza, coniugando a seconda della propria estrazione prezzi e materiali.

Quindi troviamo sul mercato cucine ispirate allo stile industriale in legno e in laminato, con metallo o pannelli che riproducono il metallo, costose ed economiche, di marca e sconosciute e fino a quando non passa la moda ne vedremo di cotte e di crude.

Non manca davvero nulla… tranne gli ambienti in cui queste cucine vengono progettate e montate che in genere sono semplici appartamenti che in nessun modo possono riprodurre l’effetto “loft” che è visibile nei cataloghi e nella pubblicità.

CARATTERISTICHE DELLA CUCINA INDUSTRIAL

Gli elementi caratterizzanti si ispirano agli ambienti industriali, in pratica alle fabbriche, per cui tutto quello che ricorda una fabbrica va bene…

fabbrica 1

 

Metallo nero o grigio scuro,

fabbrica

 

ingranaggi, tubi a vista, cemento, vetro retinato, legno grezzo, acciaio anticato e complementi vintage.

vetro industrial

 

 

 

 

 

Quindi l’ambiente ideale deve avere mattoni rossi, tubi a vista, cemento grezzo, vetrate in ferro ecc..

Mentre gli arredi oltre a questi materiali dovrebbero abbondare di essenze grezze e “vere” come il cuoio e il legno grezzo.

Ecco qualche esempio

Logica Soho pag 14 15g

Meraviglioso esempio da Valdesign, dove alla riuscita interpretazione dello stile si abbinano minimalismo e raffinatezza tipiche del gusto italiano.

Logica Soho pag 17g

il piano di lavoro Barazza in acciaio spazzolato con piano cottura e lavello integrati di tipo industriale, il rovere nodato e il laccato antracite opaco  contribuiscono a rendere il tutto assai raffinato e allo stesso tempo graffiante.

 

PRODUTTORI DELLA CUCINA INDUSTRIAL

La maggior parte delle aziende produttrici ha inserito nell’offerta una cucina in questo stile.

Naturalmente ciascuna ha operato le scelte in base alla propria estrazione, per cui le aziende che trattano economico hanno prodotto cucine in stile industrial a basso prezzo, le aziende che lavorano il massello si sono differenziate per la materia prima e così via.

Non potendo citarle tutte ho deciso di sceglierne alcune in base alle caratteristiche differenzianti.

Abbiamo già parlato di Valdesign nelle immagini precedenti ambientate a Matera (certo non proprio in un loft ma l’effetto è bellissimo).

Ora un bell’esempio da Callesella, storica azienda produttrice di cucine in legno massello, che ha egregiamente interpretato lo stile industrial coniugandolo con la propria estrazione di azienda country.

Modello Fly

Industrial Callesella FlyCallesella Industrial

Callesella Industrial Fly LIneatre

 

Di seguito un altro esempio da me  selezionato per la sua particolarità è prodotto da Aran, modello Magistra

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Tutti questi modelli li coniughiamo e li personalizziamo nei colori e nelle dimensioni e come sempre li realizziamo su misura seguendo  le esigenze della nostra clientela.

REALIZZARE DA SE UNA CUCINA INDUSTRIAL

Se ti piace questo stile e vuoi per casa tua una cucina industrial puoi realizzarlo anche da te trasformando la tua vecchia cucina o acquistandone una qualsiasi e trasformandola in industrial style.

Come?

Innanzitutto intervenendo sulla parte strutturale dell’ambiente, come ad esempio il colore delle pareti, degli infissi o se è possibile, sui rivestimenti e sulla pavimentazione.

Poi inserendo i giusti accessori e complementi.

Infine selezionando (o cambiando in caso di restyling della vecchia cucina)  alcuni  elementi fortemente caratterizzanti lo stile industrial come la cappa con relativa tubazione, il colore delle ante ecc…

Puoi prendere ispirazione dalle varie immagini presenti sul web.

Se guardi bene, molto spesso lo stile è dato più dall’ambiente e dai complementi che dal modello stesso.

Gli elementi che caratterizzano questo stile li ho più volte elencati in questo articolo.

COSTI DI UNA CUCINA INDUSTRIAL

Ho scritto vari articoli sui costi delle cucine e puoi trovarli con facilità all’interno del blog.

Il costo infatti di una cucina industrial non è inferiore o superiore al costo di una cucina in qualsiasi altro stile.

Ecco comunque i link degli articoli:

QUANTO COSTA UNA CUCINA 1

QUANTO COSTA UNA CUCINA

Michele De Biase

 

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Tel. 080 432.2960

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Un lungo corridoio anni 60. Demolire?

Devi ristrutturare una casa anni 60 con un lungo corridoio e non sai cosa fare?

In questo articolo troverai un chiaro esempio di cosa fare e potrai prendere spunti da applicare con facilità.

Nell’articolo “Dieci modi di sfruttare un pilastro” ho preso in esame una casa costruita negli anni 60/70, caratterizzata da un lungo corridoio e nel cercare soluzioni che in realtà erano concentrate sullo sfruttamento o il mascheramento di un pilastro, mi è venuto in mente di scrivere un articolo su come ristrutturare una casa con le caratteristiche costruttive di quel periodo.

Io ho vissuto in una casa di questo tipo dal 1972 al 1977 ,  dall’età di dieci a quindici anni ed è stata un’esperienza meravigliosa tanto che a distanza di oltre quarant’anni mi capita di riviverla nei miei sogni e di risvegliarmi con il desiderio di riabitare in una casa così.

Certo è strano che dopo aver demolito decine e decine di corridoi a favore degli ambienti unici io sotto sotto, conservi un bel ricordo di una casa così distribuita.

Potrebbe essere nostalgia?

Giocavo a pallone, utilizzando per fare goal,  la porta del bagno da una parte  e il muro  che si trovava sul lato opposto a circa 15 metri di distanza  e avendo vissuto fino ad allora in una casetta di 40 metri insieme a mamma, papà, mio fratello, mia sorella e mio nonno mi sembrava di stare in un castello fatato.

Nella vecchia casa facevamo il bagno in una tinozza di zincocasa anni 60 la domenica mattina, mentre in quella nuova c’era una grande vasca da bagno che io avevo desiderato così tanto che l’avevo  sopravvalutata al punto da costringere  mia madre a comprarmi maschera e pinne convinto che mi sarebbero servite.

Chiaramente non mi persi d’animo quando feci il mio primo bagno nella grande vasca e per nascondere la mia delusione indossai comunque maschera e pinne e mi tuffai utilizzando un po’ di immaginazione per sopperire alla mancanza di profondità.

A parte i miei vecchi ricordi il quesito è : conservare o demolire?

Meglio il corridoio o gli ambienti aperti?

La valutazione deve essere sia di natura estetica che funzionale e ho sempre sostenuto nei miei articoli che sia l’una che l’altra sono estremamente soggettivi.

Ma analizziamo una tipica abitazione di quel periodo

appartamento anni 60

Piccolo atrio di ingresso come disimpegno, lunghi corridoi, camere a tenuta stagna, sale da pranzo da usare solo nelle occasioni speciali, un solo bagno con antibagno uso lavatoio (tanto era già un lusso rispetto alla tinozza), spazio a volontà (tanto il riscaldamento costava pochissimo), rigore e scarsa fantasia ma…

grande ordine, privacy, facilità di gestione.

Vediamo quindi la soluzione

Appartamento anni 60 ristrutturazione

 

Innanzitutto bisogna tener conto delle ipotetiche richieste di un cliente in fase di ristrutturazione.

  1. Netta divisione tra zona giorno e zona notte
  2. Zona giorno e cucina comunicanti
  3. Ingresso con ampia visuale con effetto open space
  4. Corridoi luminosi
  5. Un secondo bagno
  6. Massima conservazione dell’originale

Incominciamo dalla prima richiesta

Netta divisione tra zona giorno e zona notte.

Divisione zona giorno zona notte

Come si evince dal dettaglio, ci sono due ingressi distinti per le zone giorno e notte e le due zone sono autonome.

Zona giorno e cucina comunicanti.

Appartamento anni 60 open space

I due ambienti sono resi comunicanti da un’ampia porta scorrevole a vetro che all’occorrenza può restare chiusa per isolare odori e disordine.

Ingresso con ampia visuale open space.

Apopartamento anni 60 ingresso

L’abbattimento della parete d’ingresso e l’apertura della porta scorrevole in cucina hanno consentito una più ampia visuale rispetto alla precedente.

All’interno del soggiorno la profondità aumenta.

Corridoi luminosi.

parete vetro  L’unico modo di avere luce nel corridoio è quello di sostituire le pareti preesistenti con delle pareti in vetro.

Il vetro potrebbe essere trasparente, semitrasparente o opale e in ogni caso, oltre a garantire luminosità al corridoio, può conferire una maggiore profondità e di certo uno speciale effetto scenico.

Un secondo bagno

Appartamenbto anni 60 bagni  Sicuramente impossibilitati a creare un bagno in un’altra zona della casa, ho ottimizzato l’antibagno trasformandolo in bagno di servizio per una camera.

Naturalmente è possibile, spostando l’ingresso, renderlo fruibile per tutti e magari anche per gli ospiti.

sol. bagno 2  Massima conservazione dell’originale.

pareti abbattute

In rosso sono evidenziate le pareti abbattute e come puoi notare sono davvero poche a fronte di uno cambiamento radicale della distribuzione degli ambienti.

Le pareti in vetro in realtà sostituiscono quelle in muratura ma contribuiscono a “preservare” l’idea originale della struttura rendendola però più adeguata ai tempi.

Ecco un possibile effetto guardando dall’interno della cucina

appartamento anni 60 parete vetro

 

Nel caso di vetro trasparente, la parete di fondo del corridoio può essere impreziosita da una carta grafica.

Pianta dall'alto casa anni 60

Niente male vero?

Se hai un appartamento con caratteristiche simili non ti scoraggiare perché come ti ho dimostrato, la soluzione è semplice, soprattutto se ti rivolgi ad un bravo progettista.

Michele De Biase

 

 

 

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Dieci modi di sfruttare un pilastro di troppo

libreria

Hai un pilastro che ti crea un po’ di problemi e sei alla ricerca di idee e soluzioni?

In questo articolo troverai ben 10 soluzioni, dalle più semplici alle più articolate e tutte complete di immagini per una immediata comprensione e replicabilità.

Continua a leggere Dieci modi di sfruttare un pilastro di troppo